Strage di Bologna, il faccendiere Francesco Pazienza chiede di essere sentito - <b>FascinAzione</b>

Non perdere

Post Top Ad

Post Top Ad

giovedì 31 maggio 2018

Strage di Bologna, il faccendiere Francesco Pazienza chiede di essere sentito


Un telegramma per "chiedere cortesemente di poter esser convocato onde depositare dati e documentazioni di possibile interesse. Firmato "con osservanza" Francesco Pazienza.

Nel processo a Gilberto Cavallini, ex Nar, per il suo presunto ruolo di appoggio nella stage del 2 agosto a Bologna spunta a sorpresa colui che nel 1988 venne condannato a 10 anni proprio per aver depistato le indagini sulla strage.
Massone, faccendiere, braccio destro di Licio Gelli , ex capo del Super Sismi, amico di Noriega. 
Mille definizioni per un uomo il cui nome appare dietro ogni incrocio pericoloso della storia italiana e non solo: l'attentato a Papa Wojtyla ad opera di Alì Agca, la sconfitta di Carter contro Reagan in America, il crac del banco Ambrosiano per il quale viene condannato ad altri 3 anni. E ora Bologna.
Meno di un anno dopo la bomba che sventrò la stazione causando la morte di 85, sull'espresso 514 Taranto- Milano viene ritrovata una valigia: dentro c'era un mitra proveniente dal deposito utilizzato anche dalla Banda della Magliana, due biglietti aerei intestati a cittadini stranieri e dei barattoli pieni di esplosivo, lo stesso utilizzato a Bologna.
Una pista falsa messa in piedi dal Sismi con la complicità di Pazienza.
A distanza di 38 anni cosa possa riferire di possibile interesse resta un mistero sul quale deciderà nelle prossime settimane la Corte d'Assise.

1 commento:

Banner 700