Castellino (Forza Nuova): se essere fascista è un reato, voglio l'ergastolo - <b>FascinAzione</b>

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venerdì 18 maggio 2018

Castellino (Forza Nuova): se essere fascista è un reato, voglio l'ergastolo

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Giuliano Castellino, leader romano di Forza Nuova ascoltato da Valeria Di Corrado, collega giornalista de Il Tempo, storico quotidiano romano, si difende dalle accuse che gli sono state mosse dai domiciliari, come dimostra questo interessante articolo che riportiamo per intero.


"Sono detenuto per la legge Mancino. Se è un reato essere fascisti e difendere l'italianità, allora mi devono dare l'ergastolo". Giuliano Castellino, leader romano di Forza Nuova dallo scorso 28 ottobre è agli arresti domiciliari con l'accusa di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale aggravate dall'odio razziale. Insieme ad altri 4 militanti del suo partito, si era opposto con forza all'assegnazione di una casa popolare in via Giovanni Porzio, al Trullo, a una famiglia di eritrei con cittadinanza italiana.

In quell'occasione gli estremisti di destra avrebbero detto: "siamo fascisti! questa negra la buttiamo giù dalla finestra. Qui non ce campa".
Quelle frasi non le ho mai pronunciate. Per colpa della legge Mancino, che è una legge liberticida ed ideologica, siamo detenuti da 8 mesi. Io sono fascista e lo rivendico con orgoglio, però bisogna avere il coraggio di dire che in Italia i fascisti vanno in gallera in quanto fascisti, non in quanto razzisti.
Se è reato sostenere che un italiano ha più diritto di uno straniero ad avere una casa, sono orgoglioso di pagarne le conseguenze. Ma non si devono inventare parole come "sporca negra" per tenermi in arresto.
Castellino un mese fa è stato arrestato per evasione, perché sarebbe uscito a portare a spasso il cane, nonostante fosse ai domiciliari. 
"Quando i carabinieri mi hanno citofonato, il cane è sceso per le scale. Io l'ho inseguito e mi hanno detto che stavo evadendo.
Tre giorni fa il leader romano di Forza Nuova è stato rinviato a giudizio per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale, perché, a maggio del 201, aveva inveito contro gli agenti di Roma Capitale: "siete dei mazzettari vigili urbani corrotti"! Stavo difendo gli ambulanti italiani, mentre ai rom viene permesso di vendere liberamente per strada, precisa Castellino.

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