domenica 29 aprile 2018

Castellammare: saluti romani al vecchio camerata, insorge l'Anpi

"Camerata Geremia Paragallo: Presente. Con il classico rito del presente amici e camerati, orfani della destra che fu, incarnata dall'allora Movimento Sociale Italiano e giovani militanti della destra 3,0 incarnata da Fratelli d'Italia hanno accolto l'uscita del feretro dello storico esponente della destra di Castellammare di Stabia, comune della città metropolitana di Napoli, un tempo definita la Stalingrado del Sud Italia dalla parrocchia del Carmine.
La bara sovrastata dalla bandiera della Repubblica Sociale Italiana è stata fermata a due passi dalle scale della chiesa e nel silenzio generale, un folto gruppo di militanti di destra ha dato vita al rito del presente, dedicando a Geremia Paragallo l'ultimo saluto romano, prima che il feretro dello storico esponente missino e dirigente sindacale di lungo corso della Cisnal, venisse posizionato nell'autovettura diretta al cimitero.
Il rito del presente, accompagnato da saluti romani non ha trovato il gradimento del parroco e della locale sezione dell'associazione nazionale partigiani d'Italia.
Don Aniello Dello Ioio, parroco della chiesa del Carmine si è dissociato da quanto accaduto all'esterno della chiesa, precisando che la morte non deve essere un'occasione per celebrare estremismi o per evidenziare un senso di appartenenza, ma dovrebbe rappresentare un momento di riflessione sulla vita, mettendo da parte steccati e appartenenze che rievocano separazione, odio e discriminazione.
Una condanna arriva anche dalla locale sezione dell'associazione nazionale partigiani d'Italia che in una nota, diffusa alla stampa, precisa:"dinanzi alla morte si può soltanto esprimere cordoglio nei confronti del defunto e dei suoi familiari, ma certi atteggiamenti( saluti romani) anacronistici e fuori luogo non rientrano neanche nel folklore e assumono tratti grotteschi.
Di tutt'altra opinione sono le considerazioni di un nostro antico lettore, Ernesto Sica, dirigente di Fratelli d'Italia che afferma: "e proprio l'intento di commemorare Geremia Paragallo, storico attivista del Movimento Sociale Italiano in città e dirigente sindacale Cisnal di lungo corso ci ha indotto a compiere questa iniziativa. 
D'altronde Geremia ci teneva a ricevere il picchetto d'onore come ultimo saluto e noi abbiamo soltanto esaudito un suo desiderio. Quando le altre realtà politiche manifestano fedeltà al loro credo, noi siamo soliti rispettare serenamente le loro usanze. Non possiamo però accettare che un picchetto possa scandalizzare le platee.

2 commenti:

Se c'è qualcosa di cui vergognarsi questo è l'anpi. Esso ha rappresentato, rappresenta e rappresenterà la grande vergogna della Nazione Italia.

Non e' vero Lupo , sempre a tirar fuori le vecchie storie trite e ritrite del tradimento ,son tutte balle ,l'anpi Badoglio e I partigiani si son fatti pagare profumatamente come zoccole d'alto bordo altroche' , digitate " Badoglio italicus leggero" imperdibile per I buongustai

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