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Edmondo Cirielli (Fdi) invoca lo stop al Gay Pride di Pompei per motivi di sicurezza

(Carlo Alberto Paolino) E' un errore abbassare la guardia dopo l'episodio avvenuto a Pompei. L'algerino inneggiando a messaggi terroristici, ha messo a rischio la vita dei fedeli.
Dunque, stop al corteo organizzato dall'Arcigay per il prossimo 30 giugno. Lo richiedono questioni di sicurezza.
Parole forti, quelle pronunciata da Edmondo Cirielli, deputato di Fratelli d'Italia, eletto nel collegio di Salerno, responsabile giustizia del movimento politico guidato da Giorgia Meloni, neo eletto questore della Camera dei Deputati, che precisa : "è necessario effettuare tutte le verifiche sul caso di Pompei oltre a procedere al rafforzamento dei controlli in vista delle festività della Santa Pasqua.
D'altronde, il Santuario di Pompei è uno degli obiettivi sensibili degli attentatori dell'Isis.
Per questo motivo, conclude l'esponente di Fratelli d'Italia, chiederemo al Ministro dell'interno che sia negato il permesso, già concesso, all'Arcigay di sfilare il prossimo 30 giugno a Pompei per evitare che potenziali attentatori si possano infiltrare mettendo a rischio l'incolumità delle persone.
Al suo fianco, in questa battaglia politica, per lo stop al corteo organizzato dall'Arcigay per sabato 30 giugno, per squisiti motivi di sicurezza, c'è Luigi Mercogliano, componente dell'Assemblea nazionale di Fratelli d'Italia, responsabile regionale del dipartimento Famiglia e vita che ricorda: l'algerino arrestato a Pompei era libero di girare sul nostro territorio, di rubare un auto e di andarsi a schiantare in una zona pedonale per avvicinarsi ad Allah, come lui stesso ha spiegato.  E se nella sua folle corsa avesse falciato dei pedoni? Se avesse provocato vittime? Ribadiamo, con forza, la necessità ed urgenza di identificare ed allontanare dal nostro territorio gli oltre 600 mila clandestini presenti in Italia.
I clandestini che eventualmente commettessero reati nel nostro paese dovrebbe scontare la condanna nel loro paese e non nelle carceri italiani, con la certezza di tornare a circolare liberi sul nostro territorio una volta scontata la pena.


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