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mercoledì 21 febbraio 2018

Ricordando Ida Magli nel secondo anniversario della sua scomparsa

Il 21 febbraio di due anni fa, alla veneranda età di 90 anni, andava oltre Ida Maglia, antropologa e filosofa italiana.
Laureata in Filosofia con una specializzazione in psicologia medica sperimentale all'Università la Sapienza di Roma con una tesi sperimentale sul linguaggio radiofonico, divenne docente di Psicologia sociale all'Università di Siena ed infine di Antropologia Culturale alla Sapienza fino al 1988, anno in cui rassegnò le dimissioni.
Memorabili sono stati, senza ombra di dubbio, i suoi editoriali pubblicati su il Giornale, in particolar modo contro l'unificazione europea, polemica iniziata nel lontano 1994 cercando, con scarsa fortuna, di convincere i politici a desistere da quello da lei considerato un progetto fallimentare, foriero della fine della civiltà europea.
Critica era la sua opinione anche sull' Islam :"dobbiamo limitare l'ingresso in Italia ai musulmani, oppure l'Italia sarà perduta. Dobbiamo difendere la nostra libertà di pensiero, le conquiste delle donne, dobbiamo ricordare la fatica che abbiamo sostenuto per difendere i nostri diritti".


L'avvocato Mario Colella, finissimo intellettuale partenopeo, abile conduttore del programma radiofonico "Come pecore in mezzo ai lupi", a poche ore dalla morte di Ida Magli cosi  tracciava un suo personale ricordo.



Come per il fascista Pietro Buscaroli, come per i marxisti Costanzo Preve e Pietro Barcellona, non c'era bisogno di sottoscriverne il pensiero per ritenere che le loro idee forti fossero da stimolo. Il pensiero, anche quello che non condividiamo, anzi a volte proprio quello, intriga, provoca, fa crescere. Vale anche per quello di Ida Magli. Non mi piacevano molte cose di questa studiosa, molti eccessi. Ma, ad esempio, ricordo un articolo illuminante di tanti anni fa sull'Aids in cui evidenziava due tendenze convergenti, l'uso della malattia come spauracchio per controllare i corpi, la sessualità delle persone in occidente e, nel contempo, il bombardamento della pornografia con la proposizione di un'idea di sesso meccanica e antierotica.

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