Nel Giorno del Ricordo niente pietà e rispetto per i morti nelle foibe. Solo odio e rancore. - <b>FascinAzione</b>

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sabato 10 febbraio 2018

Nel Giorno del Ricordo niente pietà e rispetto per i morti nelle foibe. Solo odio e rancore.

Nella “Giornata del Ricordo” in cui tutta Italia dovrebbe ricordare i martiri delle foibe e l’esodo dei profughi giuliani, istriani e dalmati; nella ricorrenza civile voluta per condannare quella follia comunista che è stata capace di trucidare decine di migliaia di nostri connazionali; nel giorno voluto per legge per impedire che venisse dimenticata questa pagina buia della nostra storia per troppo tempo quasi del tutto ignorata e taciuta, è successo di tutto ed il contrario di quello che doveva accadere. Nel silenzio di istituzioni e media, migliaia di “democratici” - in piena campagna elettorale - hanno utilizzato proprio questo giorno, dedicato alla memoria ed al rispetto delle vittime dell'odio, per fare della becera propaganda politica ed alimentare lo spauracchio del fascismo nel terzo millennio. Un’occasione come un’altra per alzare la tensione e incendiare le piazze, come peraltro è accaduto a Piacenza e Torino e in molte città italiane. 


A Macerata, ad esempio, invece di esprimere solidarietà e vicinanza alla famiglia della povera Pamela, ammazzata, violata, fatta a pezzi e gettata in un fosso da dei nigeriani che non dovevano essere in Italia perché clandestini (e neanche in libertà perché delinquenti e spacciatori), hanno usato questa ricorrenza per scendere in piazza e manifestare contro il ventottenne con problemi psichici che ha sparato contro alcuni immigrati. Un misto di assurdità e spregiudicata strumentalizzazione politico elettorale condito da slogan come «Ma che belle son le foibe da Trieste in giù» o «fascisti venite senza fretta c'è una foiba che vi aspetta».

A Modena, invece, è apparso un vergognoso striscione che inneggiava proprio a quel Maresciallo Tito della Jugoslavia comunista che ha infoibato migliaia di italiani e causato oltre 350.000 esuli. «Maresciallo siamo con te. Meno male che Tito c’è». Questo è il vergognoso testo, firmato con la falce e il martello, comparso questa mattina, nella giornata del ricordo delle vittime delle foibe. Un attacco violento e al limite dell’apologia di reato passato, anche questo, sotto il silenzio generale di tutti e di chi è sempre pronto a denunciare i violenti e le violenze altrui.

A Bologna l’Anpi, la Cgil e i partiti di sinistra (e pseudo tali come il PD) hanno sfilato contro il razzismo ed il “rischioso” ritorno del fascismo. Questi sono solo alcuni esempi di quello che è accaduto oggi in molte città italiane. Pensate solo cosa si potrebbe scatenare in Italia se nel giorno dedicato alla Shoah, partiti, associazioni, sigle sindacali e parlamentari promuovessero manifestazioni negazioniste e oltraggiose come quelle viste oggi contro i martiri delle foibe. Il Giorno del Ricordo è stato trasformato miseramente in una passerella elettorale da quella sinistra che utilizza le piazze per avvelenare gli animi e costruire i consensi. Ma gli elettori il 4 marzo sapranno come comportarsi con chi si è reso complice di questa infamia nazionale e con chi ha ritenuto di non dover prendere le distanze dai violenti e dai fomentatori di paure e odi. Gli italiani, quando gli viene data la possibilità, sanno sempre come comportarsi.

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