Macerata, il questore Vuono rimosso per il corteo di Forza Nuova - <b>FascinAzione</b>

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martedì 13 febbraio 2018

Macerata, il questore Vuono rimosso per il corteo di Forza Nuova

E' stato prima messo sotto tutela e poi rimosso. Accusato di aver commesso una catena di errori, cominciata subito dopo la sparatoria di Luca Traini e terminata sabato sera alla fine del corteo anti razzista. Per questo motivo da domenica 11 febbraio Vincenzo Vuono non è più questore di Macerata.
Sostituito dopo 3 mesi dalla nomina, avvenuta lo scorso 20 novembre, nonostante i tentativi di ridimensionamento della vicenda da parte del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, negando che ci siano stati problemi e parlando di un normale avvicendamento con Antonio Pignataro.
Ad onor del vero la gestione della piazza è stata giudicata inadeguata dal capo della polizia Gabrielli e in accordo con il ministro Marco Minniti si è deciso di cambiare passo.
Ricostruiamo l'ultima settimana, partendo da sabato 3 febbraio, quando Luca Traini, di anni 28, spara all'impazzata dalla sua auto in corsa e ferisce 6 stranieri. La campagna elettorale si infiamma sul tema della sicurezza, numerosi partiti, di sinistra e di destra annunciano di voler manifestare a Macerata.
Casa Pound organizza una manifestazione politica il 7 febbraio con il candidato premier Simone Di Stefano. Il giorno successivo Forza Nuova organizza una fiaccolata in piazza alla quale prendono parte anche Roberto Fiore, segretario nazionale del partito e Attilio Carelli, segretario nazionale di Fiamma Tricolore. Sabato infine scende in piazza la sinistra antagonista che organizza un corteo antifascista e antirazzista.
Un affollamento, che convinse il sindaco democratico Carancini a lanciare un appello: " si fermino tutte le manifestazioni, si azzeri il rischio di ritrovarsi dentro divisioni o possibili violenze, che non vogliamo".
Il primo stop è per Forza Nuova. La fiaccolata viene vietata. L'unica concessione, visto che siamo in campagna elettorale, è quella in virtù della quale viene data la possibilità ai militanti del partiti di riunirsi in un locale pubblico dove parla Roberto Fiore. Programma che non viene rispettato. Infatti, poco dopo le ore 20, una cinquantina di militanti va verso il centro di Macerata, tentando di arrivare fino a piazza della libertà.
La polizia tenta di fermare gli attivisti. Ci sono scontri. Una decina di manifestanti vengono portati in questura. Un dirigente di Forza Nuova viene arrestato.
Ad occuparsi dell'ordine pubblico, in occasione della manifestazione antirazzista e antifascista di sabato è Massimo Zanni, il capo del servizio Ordine Pubblico del Viminale, insieme a due funzionari, che gestiscono la mediazione che porta a un cambio di percorso del corteo. Viene autorizzata la marcia, ma non più in centro di Macerata, ma in periferia.
Il questore Vuono è già a Roma e messo a disposizione del Capo della Polizia pronto per un nuovo incarico.

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