Aborto, la polemica tra de Benoist e i tradizionalisti cattolici - <b>FascinAzione</b>

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mercoledì 14 febbraio 2018

Aborto, la polemica tra de Benoist e i tradizionalisti cattolici

Lo storico Massimo Capra Casadio, nel suo libro Storia della Nuova Destra La rivoluzione metapolitica dalla Francia all'Italia (1974-2000) (Clueb, 2013), documentava il dibattito - e la differenza ontologica - fra "Nuova Destra" italiana e "Nouvelle Droite" francese - sul tema dell'anticristianesimo. «Facemmo finta di niente», afferma Solinas nel libro; e questo per una serie di ragioni basilari: in Italia uno scontro frontale con la Chiesa Cattolica era impensabile, specie in un’area come quella della destra che, anche se al suo interno vi erano posizioni diverse sul tema, cercava di intercettare voti da quell’area. Ora Alain de Benoist, a proposito dell'idea dei suoi amici italiani che «si potevano accogliere molto bene in Italia le idee della Nouvelle Droite senza abbordare dei temi così 'inutilmente' scioccanti», afferma: «Io non sono convinto della sensatezza di questo modo di procedere». Denuncia una «incomprensione» degli italiani, che hanno considerato l'anticristianesimo e il paganesimo di de Benoist come qualche cosa che «dipend[esse] da un hobby, se non addirittura da una mania». Mentre si tratta dell'architrave di tutto il pensiero di de Benoist: «fare a meno della mia critica al Cristianesimo è, ai miei occhi, intellettualmente impossibile». «Per chi considera con Nietzsche che la cristianizzazione dell’Europa [...] fu uno degli avvenimenti più disastrosi di tutta la storia fino ai nostri giorni — una catastrofe nel senso proprio del termine — che può significare oggi la parola “paganesimo”?», scriveva De Benoist in Come si può essere pagani? (tr. it., Basaia, 1984, p. 11) Anche se l’Autore sottolinea che «ritorno all’anteriore» è «impraticabile» e ne consegue che «un nuovo paganesimo deve essere veramente nuovo» (p. 192). Per de Benoist ormai «non v’è bisogno di “credere” in Giove o in Wotan — [...] — per essere pagani. Il paganesimo oggi non consiste nell’innalzare altari ad Apollo o nel resuscitare il culto di Odino. Implica, invece il ricercare dietro la religione» l’«universo interiore cui essa rinvia». In «breve, implica il considerare gli dei come “centri di valori”», gli «dei e le credenze passano, ma i valori permangono» (pp. 23-24). 

La critica dell'universalismo monoteista

La fede pagana è allora una fede in divinità ridotte a simboli, una fede che richiama quella di tipo ellenistico cui il testo non a caso rinvia come possibile modello (pp. 193-195). Il (neo)paganesimo è legato per il GRECE alla critica all'universalismo monoteista, visto come il preludio alla mondializzazione neoliberale che cancellerebbe le peculiarità dei popoli (antenato di quel "sistema per uccidere i popoli" denunciato da Guillaume Faye nel 1981) come, secondo il teorico francese, il cristianesimo farà a scapito delle fedi politeiste, baluardi delle identità locali che neppure l'imperialismo romano sognò mai di toccare, come spiego ne 'La Nuova Destra in Europa. Il populismo e il pensiero di Alain de Benoist' (Ed. Paginauno, 2014) e come sottolinea lo storico marxista Francesco Germinario, che ha intitolato il suo libro sulla Nuovelle Droite non casualmente La destra degli dei (Bollati Boringhieri, 2002). 

Gli attacchi di Massimo Introvigne

Questo creerà non pochi problemi fra neodestrismo (allora organico alla destra missina) e l'area della destra cattolica, si pensi agli articoli caustici di Massimo Introvigne sulla Nouvelle Droite, descritta come «Un ‘cocktail’ di evoluzionismo, di neopositivismo, di scientismo, di rivoluzione sessuale e di dottrine chiaramente massoniche in una presentazione ‘indoeuropea’: in primo luogo per corrompere in modo sottile quei giovani che si sottraggono al conformismo socialcomunista e progressista, favorendo la loro trasformazione in ‘rivoluzionari anonimi’; in secondo luogo, per preparare l’inquinamento di ogni eventuale reazione anticomunista, e per tentare di soddisfarne le inevitabili esigenze spirituali in senso anticattolico e antimetafisico, nella prospettiva di un oscuro e funesto miraggio neopagano.» (Massimo Introvigne, GRECE e Nouvelle Ecole, in Cristianità, n. 32, dicembre 1977, p. 5). 

La Nuova Destra e l'aborto

Perché questo preambolo? Il filosofo francese, nel corso della sua storia ha avuto per le posizioni pagane non pochi problemi con l’area cattolica. Contro il GRECE non si scagliò solo un’area radicale come quella di Alleanza Cattolica e l’organo Cristianità, ma si scomoderà nel 1983 addirittura La Civiltà Cattolica, organo dei gesuiti. Le allora posizioni nominaliste, nietzscheane e volutamente scientiste – de Benoist sposerà la critica verso la modernità solo nei tardi anni ‘80 – porteranno la corrente filosofica francese a non contestare l’aborto, ma a definirlo lecito qualora il feto fosse portatore di un qualche handicap, cosa che spingerà la sinistra di allora – è un dibattito che descrivo nel mio libro e che descrive meglio di me Pierre-André Taguieff nel libro Sulla Nuova Destra (Vallecchi, 2004) – ad accusare de Benoist di rivalutare forme di eugenetica di matrice nazista, sposando però una pratica che sarà vessillo della sinistra di quegli anni! Ma la polemica, forse, potrebbe non cessare! Perché de Benoist, recentemente attaccato da dei ricercatori di sinistra per la sua possibile – e poi saltata – partecipazione ad un dibattito con Gad lerner e Piero Ignazi organizzato dalla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli sul tema Whats the left / Whats the right, e accusato di sdoganare il «nativismo», ora potrebbe mettersi contro i cattolici e parte della destra antiabortista per le sue posizioni ‘controcorrente’ sulle reali cause del calo demografico. 

Aborto e cause del calo demografico

Si, perché se per il grosso della destra cattolica e non, la causa primaria del calo demografico è l’aborto, sdoganato dalle sinistre ‘massoniche’ – e la cosa viene spesso poi spiegata con tesi concernenti il cospirazionismo e il piano prestabilito di ripopolare l’Europa con immigrati, insomma, il cosiddetto Piano Kalergi, sdoganato addirittura dallo studioso di Marx e di Gentile Diego Fusaro – tema che da noi viene spesso usato per contestare Emma Bonino, storica leader radicale spesso attaccata per l’aver praticato aborti clandestini negli anni ‘70 e oggi per le sue posizioni “mondialiste” e il suo legame con George Soros, qui Alain de Benoist, nell’intervista rilasciata a Nicolas Gauthier per Boulevard Voltaire, dal titolo ALAIN DE BENOIST : « CONTRAIREMENT À CE QUE L’ON CROIT, L’AVORTEMENT N’EST PAS LA CAUSE ESSENTIELLE DE LA BAISSE DE LA NATALITÉ… » (cioè: ALAIN DE BENOIST: «CONTRARIAMENTE A QUELLO CHE CREDIAMO, L'ABORTO NON È LA CAUSA PRINCIPALE DELLA CADUTA DEL TASSO DI NATALITÀ ... » (http://www.bvoltaire.com/contrairement-a-lon-croit-lavortement-nest-cause-essentielle-de-baisse-de-natalite/?mc_cid=27e788708d&mc_eid=facdde15dd), smonta il tutto… L’intervista è in francese, ma per l’amore del ragionamento ne abbiamo tradotto alcuni stralci, i più interessanti, che senz’altro verranno criticati dai cattolici e dalle destre radicali in generale: 
«Contrariamente alla credenza popolare, la causa principale del calo dei tassi di natalità non si riscontra negli aborti, che sono stati ripetutamente dimostrati (la maggior parte degli aborti è compensata dalle future nascite). che non si sarebbe verificato se questi aborti non avessero avuto luogo), ma in sviluppi peculiari della società moderna, a partire dal lavoro delle donne. L'età media alla nascita del primo figlio è diminuita costantemente negli ultimi decenni, in quanto sempre più donne preferiscono dare la priorità alle loro carriere professionali. Quando pianificano di avere un figlio, spesso è troppo tardi. Altri fattori includono l'edonismo (avere figli è percepito come una diminuzione della libertà), lo stile di vita urbano, sfavorevole alle famiglie numerose e così via.[...]» 
Sarebbero altre quindi le cause del calo delle nascite, checché ne pensano gli antiabortisti, e per criticare tali tesi, il filosofo, da anni assertore dell’idea di decrescita di “limite”, cerca di spiegare con tali concetti il perché sia logico un ‘limite’ o un ‘controllo’ delle nascite: 
«[...] Sono sorpreso, a questo proposito, di vedere che, anche tra coloro che si battono per il mantenimento dei confini e che pretendono di odiare l'eccesso e l'infinito, la questione dei limiti demografici non viene quasi mai sollevata. Si può, naturalmente, speculare all'infinito sulle possibilità di nutrire più uomini domani di quanto non lo siano. Ma qualunque sia la risposta data, l'ovvio è che c'è necessariamente un limite. [...] Non più della crescita materiale infinita non si può avere una crescita infinita della popolazione in uno spazio finito. [...]» 
Matteo Luca Andriola

1 commento:

  1. "Antirazzista" è una parola in codice per "antibianco"; "anticristiano" è una parola in codice per "antieuropeo"...

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