venerdì 1 dicembre 2017

Sette Anni Dopo Paolo Signorelli. Silvia: A Mio Padre

(G.p)Il 1 dicembre di sette anni fa,  è andato oltre Paolo Signorelli, il “professore” della destra radicale romana, lunghi anni di detenzione negli anni di piombo, condanne all’ergastolo a raffica per tre omicidi (Leandri, Occorsio, Amato) alla fine tutte annullate dopo lunghe battaglie giudiziarie e un’infinita carcerazione preventiva (oltre nove anni di carcere). In occasione del quinto anniversario della sua scomparsa abbiamo pubblicato una lettera della figlia Silvia che riproponiamo volentieri.






Ciao papà sono passati 5 anni ma per me non è passato neanche un giorno. Tu sei qui con me tutti i giorni, il mio primo pensiero la mattina e l’ultimo alla sera. Sei il mio faro di vita, tutto quello che so e conosco lo devo a te e a mia madre. La tua onestà intellettuale mi ha reso forte e fragile allo stesso tempo, mi hai cresciuto insegnandomi la dignità, l’onore, il rispetto, il rigore morale e la fedeltà.
Tutto quello che sono lo devo a voi, al vostro amore per la vita e per le cose importanti. Ogni orpello è inutile, la bellezza esteriore è un riflesso di quella dell’anima, la grazia la coerenza, l’essere sono ancora per me alla base di ogni rapporto umano e divino.
Tutta la sofferenza e la ignominia che abbiamo sopportato non ci hanno cambiato, anzi hanno rafforzato le nostre idee e la nostra unione sia nella famiglia che con gli altri. I rapporti veri restano e si solidificano nel tempo attraverso le avversità e i dolori che la vita porta con sé ma anche tramite la gioia che puoi conoscere davvero solo se soffri, se sei capace di toccare il fondo.
Abbiamo sempre rialzato la testa, il nostro onore è cresciuto e maturato, la dignità e la signorilità sono il nostro credo, la generosità il nostro modo di essere anche quando non possiamo, anzi specialmente quando non possiamo! Io so che sono una donna fortunata perché ho avuto un padre enorme e una madre speciale e ne vado fiera. Non ho soldi, non ho case, non ho nulla di quello che oggi la gente cerca, ma ho molto, tutto. Un uomo simile a te, una famiglia speciale come la nostra, un nipote che porta il tuo nome che aspetta una bimba che aspetta con tutto l’amore che un padre può avere verso una figlia.
Spero, e sono sicura che lo sarà, che Flaminia sia altrettanto fortunata come lo sono stata io e fiera del suo “Paolo Signorelli”.
Il mio non è un ricordo padre, ma la certezza di averti a fianco anche grazie alle nostre piccole ritualità come l’aperitivo al sole rivolto a te, guardando il monte Soratte, dove tu ogni sera con il sorriso so che mi osservi credo con un pizzico di orgoglio.
Grazie papà, grazie di essere stato e di continuare ad essere un uomo scomodo, ribelle, diverso e mai scontato. Grazie a mio padre Paolo Signorelli

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