Pomigliano d'Arco: striscioni contro l'immigrazione. Il parroco: chi li ha scritti non può fare la comunione - <b>FascinAzione</b>

Non perdere

Post Top Ad

Post Top Ad

martedì 12 dicembre 2017

Pomigliano d'Arco: striscioni contro l'immigrazione. Il parroco: chi li ha scritti non può fare la comunione

(G.p) Non sono uomini, né cristiani, e non possono fare la comunione. Così un parroco di Pomigliano d'Arco, comune di oltre 40 mila abitanti della città metropolitana di Napoli ha scomunicato gli xenofobi. Il suo punto di vista l’ha espresso pubblicamente nel corso di un convegno, dopo gli striscioni contro l’immigrazione firmati Casa Pound Italia apparsi un mese fa per strada all’arrivo di un gruppo di rifugiati.
I militanti di Casa Pound accolsero i rifugiati con gli striscioni basta business dell'immigrazione, basta immigrazione.
A chiedere l'intervento dei militanti del movimento politico fondato da Gianluca Iannone e da Simone Di Stefano erano stati alcuni cittadini che male accettavano la presenza dei migranti nel quartiere. L'amministrazione comunale, targata centro destra, fece rimuovere immediatamente gli striscioni, prendendo posizione a favore dell'accoglienza, tendendo la mano ai quei giovani provenienti dall'Africa.
Il sindaco Raffaele Russo convocò i rifugiati al municipio per lanciare un messaggio chiaro e tondo di apertura e solidarietà. «Non rappresentano lo spirito della città di Pomigliano d’Arco, notoriamente generosa ed accogliente», fu la sua risposta agli episodi di intolleranza, sbocciati in una città che ha alle spalle una lunga storia operaia e di sinistra. Quei fatti hanno spinto un’associazione a organizzare l’assemblea pubblica “Pomigliano Accoglie”, che si è svolta l’altro ieri, con il patrocinio dell’Assessorato alle Politiche sociali del Comune di Pomigliano d'Arco.
“Questo è un tema di civiltà. Chi non si indigna davanti a quelle scritte non è né uomo né cristiano”, questo  è l’anatema lanciato nell’occasione da don Aniello Tortora, parroco della chiesa del Rosario di Pomigliano e responsabile dell’Ufficio per la Pastorale sociale e il Lavoro della diocesi di Nola.
Dal tavolo dei relatori Il sacerdote ha infine affermato: “Chi ha scritto quelle cose non è degno di essere uomo. Non solo. Se viene a messa la domenica non può fare la comunione”. Una presa di posizione dura, netta. Sostenuta dagli applausi di chi era in sala. Tra il pubblico c’erano anche una decina di rifugiati. In totale ne dovranno arrivare 26 a Pomigliano, sono già tutti titolari di una protezione internazionale - ha chiarito la coordinatrice del progetto Sprar - e si fermeranno per 6 mesi, lasso di tempo in cui saranno coinvolti in percorsi di formazione.


Nessun commento:

Posta un commento

Banner 700