Blocco Studentesco: abbiamo sbloccato il voto per la Consulta romana - <b>FascinAzione</b>

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venerdì 22 dicembre 2017

Blocco Studentesco: abbiamo sbloccato il voto per la Consulta romana



Marco Ciurleo, responsabile romano del Blocco Studentesco, l'organizzazione giovanile di CasaPound canta vitoria: “Grazie al decisivo intervento del Blocco Studentesco, nella settimana che va dal 22 al 26 gennaio gli studenti romani potranno finalmente votare. Dopo l’incontro con alcuni esponenti del MIUR nelle scorse settimane e in seguito al blitz in cui abbiamo occupato simbolicamente l'Ufficio Scolastico Regionale abbiamo partecipato all'incontro tra la dirigente Michela Corsi, il consiglio di presidenza della Consulta e ad altri uditori, nel corso del quale è stata data comunicazione della data in cui avverrà il rinnovo dell’organo presidenziale consultivo. Il problema principale riguardava il luogo dove svolgere l’assemblea, risolto grazie all’intervento del MIUR che garantirà la quota dell’affitto di una sala al centro di Roma”. 
“Durante la riunione”, prosegue il responsabile del movimento, “la presidenza della CPS di Roma ha cercato unicamente di scaricare le proprie responsabilità sulla dirigente dell’Ufficio, la quale però ha rimandato al mittente l’accusa, ricordando a questi ultimi che per più di una volta avevano rifiutato le soluzioni proposte dall’Ufficio senza preoccuparsi del danno causato alle elezioni dell’organo studentesco più importante di Roma e provincia. La Rete degli Studenti Medi invece di risolvere i problemi ha pensato bene di accusare il MIUR e l’Ufficio Scolastico Regionale di aver “osato” ricevere una nostra delegazione di studenti e rappresentanti di alcune scuole romane per far luce su questa vicenda. A queste patetiche accuse rispondiamo che la più grande preoccupazione della presidenza della CPS sarebbe dovuta essere proprio quella di trovare una soluzione a questa problematica nel più breve tempo possibile ed evitando, cosa non riuscitagli, un ulteriore dispendio di soldi al Ministero dell’Istruzione che certo non gode, già di per sé, di così ingenti fondi a disposizione". 

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