domenica 5 novembre 2017

Arrestato Giancarlo Tulliani a Dubai. Tradito dalla sua arroganza

Si è arrestato da solo. E' il primo latitante della millenaria storia del crimine che chiama la polizia perché alcuni giornalisti lo stavano importunando.
Giancarlo Tulliani, cognato di Gianfranco Fini, ex Presidente della Camera dei Deputati ed ultimo presidente di Alleanza Nazionale, ha infatti denunciato alla polizia di essere inseguito insieme alla compagna che si stava imbarcando per Roma da due giornalisti italiani. A quel punto, ovvio, l'uomo è stato arrestato mentre i due colleghi de La7 rilasciati.
Finisce cosi, dopo 8 mesi, la dorata latitanza di Giancarlo Tulliani, il cognato dell'ex leader della destra di governo di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini, indagato per lo stesso reato di riciclaggio.
Su Giancarlo Tulliani, fratello di Elisabetta compagna dell'ex presidente della Camera, pende un ordine di arrestato firmato il 20 marzo dal giudice per le indagini preliminari di Roma Simonetta D'Alessandro.
La questione ruota intorno ai presunti affari illeciti stretti con l'imprenditore catanese nel settore delle slot machine Francesco Corallo e alla storia della famosa casa di Montecarlo, ricevuta in eredità da Alleanza Nazionale dalla contessa Colleoni e per magia ceduta al cognato del presidente del partito.
Una vicenda che rischia di costare il processo sia all'ex presidente della Camera dei deputati Fini sia alla compagnia Elisabetta Tulliani nonché al suocero Sergio.
Secondo l'accusa, Gianfranco Fini, d'intesa con Giancarlo e Elisabetta Tulliani, sarebbe il regista di un malaffare consumato attraverso società offshore e la creazione di conti correnti per ricevere ingenti somme di denaro collegate a Francesco Corallo in un complicato meccanismo di operazioni finanziare svoltesi tra Italia, Antille Olandesi, Principato di Monaco e Santa Lucia.
E proprio il rapporto tra Fini e Corallo, secondo la procura romana, sarebbe alla base del patrimonio dei Tulliani di 5 milioni di euro sequestro lo scorso mese di febbraio.
A Giancarlo Tulliani, secondo il giudice per le indagini preliminari D'Alessandro, va attribuita una strategia criminale reiterata, agevolata da contanti politici e dalla sua capacità di muoversi a livello internazionale che ne giustifica la detenzione in carcere.
Il suo auspicio, secondo la procura, citando le intercettazioni telefoniche con i familiari dell'ex latitante, era quella di non tornare in Italia al fine di evitare guai giudiziari.
Adesso si avvierà il procedimento di estradizione al termine della quale le autorità di Dubai potranno concedere o meno il trasferimento in Italia di Giancarlo Tulliani. Nella giornata di domenica ci sarà l'udienza di convalida dell'arresto, in attesa dell'esame della richiesta di estradizione.

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