mercoledì 11 ottobre 2017

Riciclaggio transnazionale di denaro Fini e i Tulliani a processo.

(G.p)I finanzieri del Servizio Centrale Contrasto Criminalità organizzata nella giornata di martedì 10 ottobre hanno notificato l'avviso di conclusione delle indagini preliminari( che rappresenta l'anticamera della richiesta di rinvio a giudizio) all'ex Presidente della Camera dei Deputati nonché ultimo presidente di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini con la contestazione del reato di concorso in riciclaggio transnazionale di denaro con la compagna Elisabetta Tulliani e Giancarlo e Sergio Tulliani rispettivamente cognato e suocero.
La vicenda processuale che vede coinvolto l'ultimo leader di Alleanza Nazionale e la famiglia Tulliani è legata a quella di Francesco Corallo, imprenditore catanese nel settore del gioco d'azzardo, definito il re delle slot, accusato di non aver pagato allo Stato Italiano 85 milioni di tributi erariali attraverso un giro di società off-shore.
Una di queste, la Printemps Ltd, era stata utilizzata per far comprare a Giancarlo Tulliani (attualmente ancora latitante a Dubai) il famoso appartamento di boulevard Princesse Charlotte a Montecarlo, donato ad An dalla contessa Colleoni, per soli 300mila euro.
Poi c'è l'accusa di auto-riciclaggio, perchè l'immobile era stato rivenduto in data 15 ottobre 2015 per un importo pari a 1 milione 360mila euro, somma finita prima sul conto corrente francese di Giancarlo Tulliani e poi, in parte, su un conto di Dubai. Quest'ultimo ha poi girato la metà di quella somma alla sorella in due tranche. Come sostiene lo storico quotidiano romano Il Tempo sul numero di mercoledì 11 ottobre,
sul c/c Monte dei Paschi di Siena  intestato a Elisabetta Tulliani sono stati accreditati 290mila euro il 24 novembre 2015 e altri 449mila euro il successivo 10 dicembre.
Infine, c'è il bonifico da 2,4 milioni di euro arrivato al conto corrente di Sergio Tulliani. Il denaro arrivato da Corallo, papà Tulliani lo ha poi girato in parte a Elisabetta, per un totale di 550mila euro, "che lo riceveva con la consapevolezza della provenienza delittuosa, d'intesa con Gianfranco Fini" e in parte al figlio Giancarlo tramite 12 assegni da 100mila euro l'uno.

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