giovedì 19 ottobre 2017

Casa di Montecarlo, rischio processo per Gianfranco Fini e i Tulliani

Rischio processo per l’ultimo presidente di Alleanza Nazionale ed ex  presidente della Camera dei Deputati Gianfranco Fini. La procura della Repubblica di  Roma ha notificato l’atto di chiusura indagini all'ex leader di An Fini, alla sua compagna Elisabetta Tulliani al padre ed al fratello di quest'ultima, Sergio e Giancarlo.
Le accuse nei confronti degli indagati sono quelle di riciclaggio.La chiusura delle indagini preliminari fatta recapitare oggi dal procuratore aggiunto Michele Prestipino agli indagati è l’atto che precede di norma la richiesta di rinvio a giudizio. 
L’inchiesta della Dda di Roma nasce da alcuni accertamenti sull'imprenditore catanese, re delle video slot Francesco Corallo( anche nei suoi confronti oggi la procura ha notificato la chiusura indagini).
L'indagine ruota principalmente attorno alla famosa casa di Montecarlo, lasciata dalla contessa Colleoni in eredità ad Alleanza Nazionale che Giancarlo Tulliani acquistò con i soldi dell'imprenditore Corallo attraverso la creazione di due società off-shore, la Printemps e la Timara per poco più di 300 mila euro nel 2008 quando la cessione dell’immobile nel 2015 fruttò un milione e 360 mila dollari. 
Un’operazione di compravendita che Fini avrebbe autorizzato senza sapere (così si è giustificato davanti ai pm quando venne interrogato) che dietro c’era suo cognato. L’ex leader di An ha anche spiegato a suo tempo di essere all’oscuro dei legami finanziari esistenti tra il «Re dello slot», Corallo e la famiglia Tulliani, ma le sue parole non sembrano aver convinto i magistrati. Secondo i magistrati, invece, un ’fiume’ di denaro sarebbe entrato nelle tasche dei Tulliani grazie a Corallo, la cui attività imprenditoriale sarebbe stata agevolata da leggi ’ad hoc’ approvate quando il partito di Fini era al governo. E che l’affare immobiliare, realizzato «alle condizioni concordate con Corallo ed i Tulliani», venne deciso proprio dall’esponente politico «nella piena consapevolezza di tali condizioni».
Inoltre con decreto del gip erano state sequestrate due polizze vita del valore di quasi un milione di euro a Fini, e beni per oltre 7 milioni di euro ai Tulliani.




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