domenica 17 settembre 2017

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Lo sbarco meridionale a Pontida nel giorno dell'ira leghista

(G.p)Sul prato di Pontida, simbolo delle camice verdi di bossiana memoria, che Matteo Salvini, aspirante candidato premier ad ipotetiche primarie del centro destra,  si è messo in testa di trasformare in un prato aperto agli italiani ci saranno anche tanti meridionali, simpatizzanti, militanti e dirigenti di Noi con Salvini, costola centro meridionale della Lega Nord.
D'altronde un recente sondaggio di Demos ha detto che il 10% degli elettori del mezzogiorno d'Italia  è disposto a votare la Lega e che al 40% non dispiace Salvini.
E' il mondo all'incontrario. Il Carroccio ha scoperto il mezzogiorno, ha compreso che la sfiducia nella politica può spalancare le porte anche ad una Lega considerata un tempo il grande nemico del sud.
Ma è la Lega 3,0 di Matteo Salvini, quella nazionalista, non quella separatista del senatur Umberto Bossi. Una lega nazionale, sul modello Front National di Marine Le Pen per intenderci.
I "leghisti meridionali" troveranno però un clima teso, di guerra, non di festa, a causa del provvedimento della Procura della Repubblica di Genova che ha bloccato i conti della Lega mandando su tutte le furie Salvini che potrebbe annunciare, nelle prossime ore, tra cui anche l'autosospensione dei parlamentari.
"Pensano di mettere fuori legge il terzo partito italiano attraverso magistrati che fanno politica, tuona Salvini. Ma non ci fermiamo. Democraticamente arriveremo al governo".
Da Napoli a Palermo, da Palermo a Reggio Calabria, da l'Aquila a Campobasso sul prato di Pontida, si mescoleranno i vari dialetti meridionali con quello veneto, lombardo, piemontese, romagnolo e toscano, unendo le forze nella battaglia che lancerà Matteo Salvini alla guida del paese.
Gli esponenti di Noi con Salvini, costola centromeridionale vanno a Pontida con la certezza che il partito è in costante espansione, anche se, ad onor del vero, salvo pochi casi, come l'Aquila dove Ncs ha conquistato il 6,7% delle preferenze eleggendo ben 4 consiglieri.
Voti decisivi per la vittoria del centro sindaco e del sindaco Biondi, la Lega al sud non ha mai sfondato.
Senza andare troppo lontano nei tempi, alle elezioni europee del 2014 il Carroccio, già guidato da Matteo Salvini, conquistò nel meridione un misero 0,75%.
Alle regionali dell'anno successivo, si presentò solo in Puglia, dove ottenne il 2,42% un discreto risultato insufficiente però a conquistare l'elezione di un consigliere regionale.
Alle ultime amministrative, a parte l'exploit dell'Aquila per i leghisti meridionali c'è stato poco da gioire.
Il dato peggiore si è avuto in Campania, dove i fans del felpato Matteo Salvini sono riusciti a presentare proprie liste in 3 degli 88 comuni chiamati al voto. E precisamente ad Acerra, Nocera Inferiore e Mondragone.
In tutti e tre i casi i fan del felpato Matteo correvano da soli, fuori dalla coalizione di centro destra. I risultati sono stati davvero al di là di ogni più negativa aspettativa. Ad Acerra il candidato sindaco Attilio Panagrosso conquista 157 voti pari allo 0,48% mentre la lista solo 116 preferenze pari allo 0,36%.
A Nocera Inferiore, il candidato sindaco "leghista" conquista 144 voti pari allo 0,52% mentre la lista a suo sostegno si ferma a quota 121 pari allo 0,44%.

Risultato dignitoso invece a Mondragone, comune della provincia di Caserta dove il candidato leghista conquista il 2,6% delle preferenze ma insufficiente a conquistare il seggio in consiglio comunale.
Ma il movimento, anche in Campania, è in crescita, in tanti chiedono di aderire, come assicura Gianluca Cantalamessa,  segretario regionale della Campania,prefigurando un exploit alle prossime politiche.


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