sabato 2 settembre 2017

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Forza Nuova, lo stupro di Rimini e le marocchinate. L'osservatorio delle nuove destre invoca i giudici

E' andata giù dura la propaganda di Forza Nuova dopo lo stupro di massa di Rimini che da giorni infiamma il dibattito sui social. Ha ripreso il manifesto di Boccasile diffuso nella Repubblica sociale nell'estate del 1944 dopo le brutali violenze delle truppe di occupazione francesi nella Ciociaria. Il comando francese concesse ai marocchini delle truppe d'assalto diritto di preda: 






« Dalle numerose documentazioni raccolte oggi possiamo affermare che ci furono un minimo di 20.000 casi accertati di violenze, numero che comunque non rispecchia la verità; diversi referti medici dell'epoca riferirono che un terzo delle donne violentate, sia per vergogna o pudore, preferì non denunciare. Facendo una valutazione complessiva delle violenze commesse dal "Corpo di Spedizione Francese", che iniziò le proprie attività in Sicilia e le terminò alle porte di Firenze, possiamo affermare con certezza che ci fu un minimo di 60.000 donne stuprate, e ben 18.000 violenze carnali. I soldati magrebini mediamente stupravano in gruppi da 2 (due) o 3 (tre), ma abbiamo raccolto testimonianze di donne violentate anche da 100, 200 e 300 magrebini »
Questa immagine aggressiva ha avuto grande successo social (migliaia di like, centinaia di condivisioni) e ha suscitato la puntuale reazione dell'Osservatorio sulle nuove destre che invoca l'intervento della magistratura:
Questo manifesto è una palese istigazione all'odio razziale - commentano dall'Osservatorio sulle nuove destre - Di fronte a una notizia di reato così evidente, c'è da aspettarsi un intervento immediato da parte della magistratura e delle istituzioni democratiche". L'obiettivo del partito di Fiore è chiaro: soffiare sul fuoco, cavalcare la paura strumentalizzando alcuni fatti di cronaca che, nei giorni scorsi, hanno visto come protagonisti - sia come autori sia come vittime - degli immigrati. A partire dalla vicenda dello stupro di Rimini ai danni di una turista polacca: i responsabili non sono ancora stati individuati ma la denuncia di una coppia di Legnano - aggredita il 12 agosto nella stessa zona da un gruppo di nordafricani - è bastata a accendere la rabbia razzista sul web. L'ultimo nemico, in ordine di tempo, è stato don Massimo Biancalani, il prete di Pistoia contestato in chiesa per aver portato una giornata in piscina alcuni profughi africani. Anche loro "nuovi invasori".
La storia è raccontata su la Repubblica da Paolo Berizzi, che trasforma la tragedia delle donne ciociare in una campagna di propaganda fascista:
 Il 1944 è l'anno dello sbarco ad Anzio e Nettuno: la Seconda guerra mondiale è in corso e, nella vulgata fascista, i soldati che stanno occupando il territorio italiano sono responsabili di stupri e violenze. Su questa paura fa leva il manifesto di Boccasile (autore anche di famose pubblicità: dall'amaro Ramazzotti al Formaggino Mio), che infatti viene diffuso nelle aree della Rsi non ancora "prese" dagli angloamericani.  
Purtroppo il romanzo di Moravia, il film di De Sica che portò la Loren all'Oscar non furono opere di fantasia.




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