domenica 27 agosto 2017

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Brindisi, quartiere in rivolta contro i migranti: non li vogliamo in Paradiso

Un intero rione della città di Brindisi, il “Paradiso”, da alcuni giorni ha iniziato la mobilitazione popolare per impedire l'ennesimo insediamento forzato di centinaia di immigrati.
Tutto è partito da alcune voci che sono circolate sulla realizzazione di una tendopoli nel quartiere.
Si è costituito così il “Comitato dei cittadini del Paradiso” organizzato da Sandro Trane che ha raccolto centinaia di adesioni ed è sceso in piazza per gridare il suo chiaro “no” a qualsiasi ipotesi di centro di accoglienza migranti nella zona.
Al Comitato si è altresì unito il Movimento+39 che fa capo a Massimo Ciullo, il quale aderisce anche a MillePatrie, il cartello che federa molte realtà locali sovraniste, e il sindacato UGL con il segretario provinciale Ercole Saponaro, nonché Fratelli d'Italia con Luciano Cavaliere e Forza Italia con Emilio Pettinau.
“È un nostro diritto. Vogliamo chiarimenti dalla Prefettura e dall'Amministrazione comunale. La preoccupazione è grande anche perché il rione ha già seri problemi e, di conseguenza, un insediamento di immigrati aggraverebbe la situazione”, ha dichiarato Sandro Trane.
Ed ha aggiunto Giovanni Perugino del Movimento+39: “Entro il prossimo 30 settembre centinaia di africani dovranno abbandonare la sistemazione precaria assegnata loro in questi anni presso un inadeguato dormitorio. Quindi è davvero assurdo che Prefettura e Comune ancora non dicano ai cittadini dove vogliono sistemare gli immigrati. E comunque, un loro insediamento sarebbe devastante in qualsiasi rione”.
Gli accoglientisti ad oltranza, sostenuti da alcuni movimenti della sinistra, hanno gridato all'allarmismo ingiustificato perché non c'è nessun atto ufficiale sulla destinazione nel quartiere dei profughi. Sta di fatto che ad oggi nessuna autorità competente ha dato notizie circa il destino di così tanti immigrati e, pertanto, mutuando da altre esperienze i brindisini hanno pensato bene di mobilitarsi per prevenire e contrastare qualsivoglia scelta imposta dall'alto.

“Una cosa è certa: il vero razzismo è quello di chi pur di accogliere gli immigrati non si pone interrogativi sia sul loro destino sia su quello dei residenti di un rione e sugli equilibri sociali generali. Pierpaolo Pasolini lo definirebbe un vezzo borghese” ha infine affermato Massimo Ciullo.

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