venerdì 7 luglio 2017

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La chiamata del sangue: Carlo Falvella, Salerno 7 luglio 1972


(G.p)Sono trascorsi 45 anni da quel maledetto 7 luglio del 1972 quando a Salerno, lo studente Carlo Falvella, vice presidente del Fronte Universitario d'Azione Nazionale, organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italia nata nel 1950, frequentante la facoltà di Filosofia all'Università degli studi di Salerno, fu vittima di un omicidio a sfondo politico commesso dall'anarchico Giovanni Marini nel corso di una colluttazione.
In ricordo di Carlo Falvella, innocente vittima degli anni di piombo, dal libro Cuori neri di Luca Telese, dal rogo di Primavalle alla morte di Ramelli, 21 delitti dimenticati degli anni di piombo, prendo un personale ricordo di Carlo scritto da Vincenzo Fasano all'epoca giovane militante del Fuan ora senatore della Repubblica di Forza Italia ed una attenta disamina della famiglia Falvella, dove la passione politica per la destra veniva da mamma Falvella che con orgoglio ha sempre rivendicato di essere missina.




Vincenzo Fasano, all'epoca militante del Fuan oggi senatore della Repubblica di Forza Italia : Carlo era iscritto da poco più di un anno. Era diventato dirigente proprio perché a quel tempo entrare all'università e fare politica era molto più facile per persone moderate come lui. Il suo ruolo non c'entrava: se lo abbiamo detto, tanti anni fa, credo che sia l'unica cosa che non era vera. Tutto accadde per quella maledetta spallata. C'ero anche io sul lungomare, quella sera, e ci incrociammo 3 volte con Carlo e Giovanni.
Nessuno, però avrebbe mai pensato che potesse accadere quello che è successo. Era l'odio che covava sotto la cenere. Quel giorno divampò con una fiammata che nessuno si aspettava. E' durato a lungo, poi. Si è spento solo lentamente, piano, piano. Per consunzione.
Il padre di Carlo, Michele Falvella è un professore di scuola media superiore: cattolico tradizionalista, mutilato di guerra. Ha una gamba di legno, è fratello di un poeta ermetico a cui Carlo deve il suo nome. E' molto schivo, riservato, di lui i figli ricordano la passione per i cruciverba della Settimana Enigmistica e per la traduzione dell'Eneide( per diletto) nei momenti di riposo. Parla poco, pochissimo. Una della volte in cui ha fatto eccezione è stato il giorno in cui Carlo e suo fratello Filippo hanno annunciato la propria decisione di iscriversi al Fuan. Il professore Michele è un liberale conservatore, amico di monsignor Lefebvre, un rispettato intellettuale di provincia. Ma non è fascista, e in quell'occasione dirà ai due figli: io non ho nulla in contrario. Ma sappiate che la politica è una statua di fango, e voi vi ci dovrete sporcare le mani. Con gli occhi di poi, sembrerà quasi una profezia....
La passione politica, in casa, arriva piuttosto dal lato materno. Mamma Falvella è uno di quei personaggi che in quegli anni possono saltare fuori da un certo sud matriarcale popolato da donne dai caratteri granitici, quasi scolpiti. In casa, anche a causa della menomazione del professor Falvella, guida lei. Carica i sei figli e il marito sulla Fiat 1100 che conduce spericolatamente a velocità massima nei piccoli viaggi verso l'Abruzzo, dove è nata, o nelle sedi scolastiche, dove Michele viene nominato commissario d'esame. Gira per Salerno con i manifesti dell'Msi attaccati agli sportelli ed al cofano della macchina. Domenica 9 luglio, il cronista del Secolo d'Italia, la sentirà ruggire d'orgoglio nella camera ardente: " hanno ucciso mio figlio, ma non hanno ucciso la sua Idea. Si, sono missina e me ne vanto.

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