mercoledì 26 luglio 2017

Fratelli d’Italia strizza l’occhio ai centristi


(G.p)Anche quest'anno, nel corso di Atreju, Giorgia Meloni presenterà una nuova proposta politica, anticipata in piccola parte, nel corso di un intervista rilasciata al Corriere della Sera.
L'idea forza per vincere le elezioni politiche è quella della coalizione dei patrioti,  proposta da siglare insieme con la coalizione di centro destra magari nel corso di Atreju, appuntamento romano tanto caro all'ex ministro della gioventù,
Alla coalizione dei patrioti, secondo la Meloni dovrebbero fare parte Forza Italia, che rappresenta il centro liberale, la Lega che porta le istanze del nord, Fratelli d'Italia che è una forza politica nel segno del patriottismo nazionale ed il neonato centro moderato composto da Tosi, Zanetti, Mauro, e gli ex alfaniani riconvertiti al berlusconismo dell'ultima maniera.
Spazio nella coalizione per gli esponenti del Movimento nazionale per la sovranità, guidato da Gianni Alemanno e Francesco Storace, secondo Giorgia Meloni, non c'è, come ci racconta un interessante articolo intitolato Fratelli d'Italia strizza l'occhio ai centristi, pubblicato su Il Giornale d'Italia, quotidiano on line diretto da Francesco Storace.
Articolo che riportiamo per intero.


Atreju, quest’anno, vedrà scendere in campo una nuova proposta politica. Figlia, naturalmente, di Fratelli d’Italia la cui leader Giorgia Meloni l’ha anticipata con una intervista al Corriere della Sera. Si tratta della “coalizione dei patrioti”: “una proposta politica da siglare assieme” con la coalizione di centrodestra che verrà presentata al consueto appuntamento post-estivo romano, il 22 settembre prossimo. Esce anche qualche nome: spiccano quelli dei centristi rappresentati da Stefano Parisi, tutt’altro che un populista, oppure di Gaetano Quagliarello. Figure che secondo la Meloni hanno avuto un merito, quello di aver “condotto con noi la battaglia referendaria, mentre chi è stato folgorato sulla via di Damasco potrebbe ricandidarsi col partito che ha lasciato, Forza Italia”.

Insomma anche Fdi pare volersi mettere al servizio di quell’opera di recupero che, d’altro canto, è già iniziata da parte di Berlusconi. Comunque sia, anche in questo caso, resta la chiusura nei confronti di Angelino Alfano e la sua Alternativa Popolare, pur senza nominarli mai esplicitamente: “Ho qualche dubbio che saremmo credibili se ad organizzare un centro moderato saranno quelli che hanno governato con Renzi fino a ieri”. In ogni caso, secondo la Meloni, “se si va ad una coalizione, più anime si rappresentano e meglio è. Accanto a Forza Italia che è il centro liberale, la Lega che porta avanti le istanze del Nord, FdI che si batte per il patriottismo nazionale, si può aggiungere un centro moderato”.

La linea del Piave in tal senso sarebbe rappresentata da precisi impegni, “chi voglia difendere l’interesse nazionale, il nostro lavoro, le nostre imprese, i nostri confini, le nostre famiglie e tradizioni. Il contrario di quello che è avvenuto negli ultimi anni, con Renzi che ha fatto tutto il possibile per mettere i bastoni tra le ruote alle aziende italiane, basti ricordare l’accordo sul libero scambio Ceta che massacra la nostra economia”. Fermo restando che la stella polare resta un serio programma da scrivere assieme a Lega, Forza Italia e “con le tante proposte civiche che crescono sul territorio e che non hanno affatto solo un’impronta centrista: anzi noi crediamo che FdI possa essere naturale interlocutore di queste esperienze”.

Non manca ciò che sembra una stoccata tra le righe, però, ai suoi alleati di sempre, nel momento in cui la Meloni sottolinea che “siamo gli unici ad avere tenuto la barra dritta, a differenza di chi ha corteggiato Renzi o flirtato con Grillo”. Ma l’esigenza è un centrodestra unito “senza ambiguità” e capace di recuperare, appunto, anche le componenti centriste guidate da “quelli che ci hanno scelto quando era più difficile: prima del referendum, e non all’ultimo momento utile”.

Ancora, però, s’intravedono altri motivi di frizione laddove “quando con un meccanismo maggioritario e unendoci su un programma concreto e serio possiamo crescere anche oltre il 35%, sostenere il proporzionale è da pazzi”, spiega. La leader di Fratelli d’Italia registra che “il tema del premio di governabilità sia più cuore a tutti”, ma ricorda anche che “la scorsa settimana c’è stata un’utile e positiva riunione fra i capigruppo di tutti i partiti del centrodestra sul tema della legge elettorale per cercare una proposta unitaria, ed è un passo importante. Evidentemente, anche Berlusconi si è accorto che ormai Renzi è bollito, e che rischiava di rimanere solo lui a volerlo ancora a palazzo Chigi… Speriamo non cambi ancora idea, ma noi andremo avanti comunque su questa strada”.

1 commento:

  1. Un progetto inclusivo rispetto ad un programma condiviso e vincolante
    (per singoli eletti e per movimenti politici) rappresenta una sfida difficile, ma con reali possibilità di vittoria... viceversa nel tentativo di cancellare, semplicemente ignorandone la presenza, diffusa e concretizzata su tutto territorio, il Movimento Nazionale, (che aveva anticipato analisi, opportunità politiche, esigenze elettorali fin dal suo congresso fondante, ora richiamate, con quella che può apparire come un'incomprensibile faziosità, e certo con meno eleganza e buon senso, dalla "leader" dei centrodestristi di f.d.I.),
    o cercando il modo di minimizzare releganola al nord, e mutilare, la realtà della stessa Lega, (che in molti casi, anche grazie alla sua "costola" denominata "Noi con salvini", ha "sfondato" al centro, ed ha ottenuto risultati, se non particolarmente eclatanti, comunque gratificanti, almeno a macchia di leopardo, anche al Sud), si dimostra per quel che vale, per quel che è.
    Il momento necessita di umana umiltà ed intelligenza politica, se si confondono i legittimi interessi di un intero Popolo da tutelare, con intrighi da basso impero, i propri desiderata da cortile condominiale, non si va da nessuna parte. Antonio Mazzella

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