venerdì 23 giugno 2017

Simone Di Stefano(Casa Pound): lo ius soli cancella gli italiani


(G.p)Il collega Alberto Busacca dalle colonne del quotidiano nazionale Libero, diretto da Vittorio Feltri, intervista Simone Di Stefano vice presidente nazionale di Casa Pound sui temi dell'attualità politica, in particolar modo sullo ius soli, contro il quale il movimento della tartaruga frecciata si dichiara pronta al referendum abrogativo e sull'ottimo risultato conseguito da Casa Pound alle scorse elezioni amministrative che li proietta verso la concreta possibilità di eleggere qualche deputato alle prossime elezioni politiche.
Intervista che riportiamo per intero.

In prima fila per fermare lo ius soli ci sono anche loro: i militanti di Casa Pound Italia. Che contro la legge sulla cittadinanza facile hanno deciso di puntare tutto. Per questo sabato sfileranno a Roma (dalle 16) per difendere i diritti degli italiani. Sono pronti a dare battaglia, ma il corteo, chiarisce subito Simone Di Stefano, vice presidente nazionale di Casa Pound sarà assolutamente pacifico.

Che cosa non vi va dello ius soli? 
In pratica si stabilisce che gli italiani non esistono, che sono solo persone nate su questo territorio prima di altre. Viene cancellato ogni legame col nostro passato. E poi è una legge che non serve: ai bambini stranieri viene già dato tutto, dal pediatra all'istruzione.

Per qualcuno c'è anche un problema di sicurezza?
Certo, non dimentichiamoci che molti dei responsabili degli attentati in Europa sono figli di immigrati dotati di ius soli. Sicuramente non è il momento migliore per una riforma così.

Non è la prima volta che manifestate contro questa legge. Il 15 giugno i militanti di Cpi sono stati coinvolti in alcuni scontri con la polizia. La questura vi ha accusato di aver tentato di forzare lo sbarramento.
E' vero abbiamo cercato di raggiungere Palazzo Madama, ma a volto scoperto e con le mani alzate. Alle fine le abbiamo solo prese. Comunque volevamo dimostrare che in Italia c'è ancora qualcuno che non si arrende. In questo senso abbiamo apprezzato che finalmente in aula, anche la Lega ha fatto un po' di opposizione muscolare. Era ora.

Il centro destra è pronto a raccogliere firme per il referendum abrogativo. Parteciperete?
Certo. Sottolineo che appena si è iniziato a parlare di ius soli siamo stati i primi a proporre il referendum abrogativo. Comunque ci saremo. Raccoglieremo le firme con chiunque condivida questa battaglia, fossero pure i Comunisti Italiani.

Intanto a Siena Rifondazione Comunista vi ha denunciato.Secondo loro fare una raccolta alimentare per aiutare gli italiani in difficoltà è incostituzionale e discriminatorio.
E' una cosa che fa sorridere. Anche perché se un'anziana con la pensione minima bussa ad un centro d'accoglienza per immigrati mica la fanno entrare. Lo stato spende 4,6 miliardi per i clandestini.... Agli italiani che fanno fatica non pensa nessuno, e allora ce ne pensiamo noi. 

Alle amministrative siete andati bene: 1,5% di media nazionale, con punti del 7,6% a Lucca e del 5% a Todi. E' stata una sorpresa anche per voi?
A dire il vero ce lo aspettavamo. Avevamo sensazioni positive. Il nostro movimento ha solo bisogno di essere conosciuto, poi i risultati vengono. Siamo convinti di poter superare il 3% a livello nazionale e di poter portare in parlamento una quindicina di ragazzi di Cpi. Metteremo un pò paura a chi sta lì dentro da settant'anni.






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