venerdì 16 giugno 2017

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Il lato di destra del rock italiano (1 puntata)


(G.p)Mnoritaria e semi clandestina, la scena musicale di "destra" ha al suo attivo decenni di attività e numerosi gruppi. Gli esordi del Bagaglino. La politicizzazione degli anni settanta e lo sviluppo della musica neofascista.
Un interessante inchiesta del collega Francesco La Bionda, pubblicata su Limes, la rivista di geopolitica italiana.
Inchiesta che pubblichiamo in 4 puntate.


La musica è da sempre un potente veicolo di diffusione rafforzamento di ideali e ideologie
culturali, religiose e politiche, sia del potere dominante sia delle entità minoritarie. Dal secondo dopoguerra a oggi la musica pop, nella sua accezione più vasta, ha conosciuto una crescita esponenziale, prima in Occidente e poi su scala globale, come veicolo per la diffusione di cultura, valori e idee. La musica politicamente impegnata, lungo lo spettro ideologico riconducibile a sinistra, ha avuto la possibilità, sia pure con le difficoltà del caso e in misura variabile, di trovare un proprio spazio all’interno dell’ambito commerciale e della libera diffusione. Non è invece accaduto, per ovvie ragioni, con la musica schierata su posizioni di destra post e neofascista, ma questo non ha impedito che tale musica si sviluppasse all’interno del proprio mondo di riferimento, anche in Italia.
È comprensibile che l’appartenenza politica unisca estimatori dei generi musicali più disparati, il cui bacino di ascolti è solitamente costituito, in maggioranza, da artisti non militanti. Vi sono inoltre artisti e musicisti schierati politicamente che non hanno però mai esteso la propria militanza a un ambito artistico. Ciò detto, ricostruire con precisione la storia della produzione musicale di destra è comunque possibile.

Il primo artista tradizionalmente riconosciuto come esponente della musica di destra in Italia è il cantautore Leo Valeriano, pseudonimo di Leo Di Giannantonio, che esordì nel 1965 come attore e cabarettista per la compagnia di varietà Il Bagaglino, legata a quell'area politica. Nel 1966 Valeriano pubblicò il suo primo 45 giri; nel 1969 arrivò il primo Lp, nel 1971 pubblicò la canzone Bella bambina, che venne adottata come inno dei volontari nazionale del Msi. 
Poi, a partire dal 1972 la sua carriera musicale si interrompe per  un lungo periodo. Valeriano si colloca nell'ambito della destra istituzionale nazionalista post- piuttosto che neofascista.
I suoi brani con connotazioni politiche sono netti in senso anti comunista ed anti sovietico, ma non vi è un intento propagandistico o celebrativo del fascismo e dei suoi eredi politici.
La ballata dell'illusione, una riflessione sulla morte di Mussolini, nonostante contenga apprezzamenti alla figura del Duce vorrebbe nelle intenzioni dell'autore proporre la sua figura storica da un'angolazione meno politica e più umana, senza voler essere né un tentativo di provocazione né di reazione.
Anche in virtù di questo taglio culturale più riflessivo, Valeriano è a tutt'oggi l'unico artista impegnato a destra ad aver ottenuto un contratto con una grande casa discografica, la Rca.
Pier Francesco Pingitore, uno dei fondatori del Bagaglino. è l'autore di Il Mercenario di Lucera, canzone pubblicata nel 1967 e cantata da Pino Caruso. 
Il canto di morte di un immaginario mercenario della guerra del Katanga è diventato negli anni, molto popolare nel repertorio dei musicista di destra, in virtù della esaltazione dell'eroismo bellico e del disprezzo per la società borghese, nonostante non tratti un tema specificamente politico. E' degno di nota il caso di un altro brano di Pingitore, cantato da Gabriella Ferri: addio Che. Valeriano, in un suo libro interpreta questa canzone, alla luce dell'appartenenza politica di Pingitore, come una rilettura a destra della figura del rivoluzionario argentino; operazione che è stata poi effettivamente portata avanti nei decenni successivi da alcuni movimenti politici della galassia neofascista. Dal punto di vista musicale, Valeriano e Pingitore sono ancorati al canto d'autore di ispirazione popolare, affatto dissimile da quello dei loro coevi di sinistra.

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