venerdì 16 giugno 2017

Casa Pound in parlamento:voleranno pugni e sedie


(G.p)Dopo l'ottimo risultato conseguito alle ultime elezioni amministrative, Casa Pound Italia progetto lo sbarco alla Camera dei Deputati. Se entriamo saranno schiaffi, ne parlerà il mondo, promette Simone Di Stefano, vice presidente del movimento della tartaruga frecciata. Come ci racconta, in un interessante articolo, pubblicato da Il Tempo, il collega Antonio Rapidarda.
Articolo che riportiamo per intero.


C'era chi voleva (a parole) aprire le Aule del Palazzo come una scatoletta di tonno e c'è chi una volta raggiunte le stanze delle istituzioni sarebbe disposto (letteralmente) a dare «qualche schiaffone a un ministro». Se i grillini hanno provato a rappresentarsi come uno tsunami in politica, le tartarughe frecciate di CasaPound promettono di richiamarsi al futuristico «movimento aggressivo», quello de «l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale» e, appunto, «lo schiaffo». Promessa tutt'altro che estetizzante, quella di Simone Di Stefano, vicepresidente del movimento non conforme, che ha spiegato così la road map di CasaPound dopo i risultati alle Amministrative che stanno confermando un percorso di crescita reale per il progetto partito dal centro sociale a Roma: «Siamo euforici per questi risultati. Speriamo che convincano Salvini a mollare definitivamente Berlusconi e a venire con noi, anche se siamo ben contenti di andare avanti da soli». L'obiettivo, a maggior ragione col possibile Consultellum, è portare una pattuglia di esponenti poundiani in Parlamento: «Ci arriveremo presto e quando succederà non potranno più ignorarci», ha spiegato Di Stefano. E una volta dentro? Non mera testimonianza, promettono i “fascisti del Terzo millennio”, ma un approccio che richiami la tradizione vitalista del cosiddetto “diciannovismo”, nettamente antiparlamentarista: «Succederà, prima o poi, che qualcuno dei nostri quando arriveremo in Parlamento si alzerà per dare qualche schiaffone a un ministro», ha promesso Di Stefano. Il motivo non riguarda presunte nostalgie squadriste ma viene motivato come interamente politico: «Ci sono delle questioni che quando si discutono in Parlamento non si possono contestare con i cartelloni e poi andando a mangiare un tramezzino tutti insieme. Ci sono delle cose per cui in Parlamento devono volare le sedie. Deve essere una cosa di cui si parla in tutto il mondo». Un esempio sarebbe di certo ciò che si discuterà oggi in Senato e che vedrà non a caso le tartarughe frecciate davanti palazzo Madama a contestare: «Lo ius soli tecnicamente è inutile: un bambino straniero che nasce in Italia ha diritto a tutto. Pediatra, ospedale, asilo, scuola etc. - ha spiegato l'esponente di Cpi -. Serve però a stabilire un principio criminale: gli italiani non esistono, sono solo persone che sono nate qui prima degli altri. Questa infame bugia antistorica e antiitaliana la combatteremo fino alla fine dei nostri giorni». L'Aula “sorda e grigia” è dunque avvisata: passato lo “tsnunami” potrebbero arrivare le tartarughe futuriste

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