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Alessandro Alberti, il campo Hobbit e la volontà di non arrendersi


Il collega Alessandro Alberti, prezioso collaboratore di fascinazione, autore di Radio Alternative la destra che comunicava via etere, Eclettica Edizioni, traccia un suo personale bilancio su questo Campo Hobbit 40, una festa tanto attesa.
Bilancio che pubblichiamo fedelmente.



Campo Hobbit 40 si è concluso, la vera anima della destra, politica e nazional rivoluzionaria è ricomparsa con la forza della personalità. In primis, ma non solo, nella figura di Marina Simeone. Una giovane organizzatrice che ha rintracciato e rivalutato il percorso politico e di vita tramite la guida del suo papà: l'indimenticabile Generoso Simeone. Pur tra mille difficoltà, che un tale evento comporta, ha riportato a casa, a Montesarchio appunto, lo spirito e anche l'entusiasmo del primo Campo Hobbit organizzato ben quarant'anni fa. In quarant'anni molte cose cambiano, cambiano gli obiettivi, le passioni, la volontà di molti, l'amore per la politica, spesso in una sorta di imborghesimento dell'animo. Chi aveva ed ha in se lo spirito rivoluzionario, torna alla base e così è stato. L'elenco delle persone da ringraziare sarebbe molto lungo, ma sono arrivati contributi di spessore sia ai dibattiti, oltre che dalle più disparate realtà politiche : si è passati dalla presenza di organizzazioni tradizionalmente legate alle competizioni elettorali (vedi Fdi, La Destra, Fronte Nazionale, Destra Radicale nelle sue sfaccettature, a organizzazioni attualmente extraparlamentari, molto forti in diverse regioni d'italia, come Avanguardia Nazionale) . A ciò si aggiunga la presenza di realtà e persone relative al mondo editoriale e della musica alternativa. Quest'ultima coadiuvata da due presentatori di eccezionale bravura :Walter Jeder già presentatore del primo Campo Hobbit e Claudio Volante, ad oggi presidente della Lorien il grande archivio della musica alternativa. Tra gli autori e gruppi presenti : Francesco Mancinelli, che ha riproposto alcuni brani storici della musica alternativa, mentre si sono alternati sul palco: Antica Tradizione, Decima Balder, Junio Guariento e Jack Marshall la prima sera e, Fabio Costantinescu con la giovane quanto brava bassista Silvia Preda, i DDT, La Vecchia Sezione, I topi neri di Dario Bressan e altri la seconda sera. Tra l'esibizione di un gruppo e l'altro due momenti dedicati al ricordo di Rutilio Sermonti prima e, con il supporto di una serie di diapositive e le parole toccanti di Marina, il ricordo di suo papà Generoso Simeone, poi. È stato dato il giusto spazio anche alla cerimonia del solstizio d'estate. Anche l'aspetto prevalentemente culinario non è stato trascurato, con la degustazione di prodotti locali. Molte le Associazioni presenti. Campo Hobbit 40 non è stato solo un momento per ricordare o peggio per fare un consuntivo. Campo Hobbit è stato soprattutto una verifica su chi si può contare e su chi invece no. Guardando i numerosi giovani presenti, sia nel primo che nel secondo giorno soprattutto, credo, che anche vari tentativi di sminuire questo evento storico presto dovranno essere ripensati. Se il Campo ha ristabilito un termine, che fino a pochi giorni prima era stato dimenticato: meritocrazia, ha reinserito anche l'elite come punto di partenza, ha deciso che molti giovani possono ripercorrere quella strada. Le rivoluzioni partono sempre con numeri non eccessivamente elevati, ma li sommano ad altri lungo il percorso. Chi ha liquidato con un termine inutile quanto rancoroso, Campo Hobbit 40, come un raduno di nostalgici, forse non ha capito che la nostalgia non equivale a malinconia. Dalla nostalgia nasce la determinazione per produrre fatti nuovi, rinasce la gioia della consapevolezza.. Quella di tornare ad occupare gli spazi politici che gli competono, con la determinazione rivoluzionaria e con la concretezza delle proposte, nel ricordo di chi tanto ha insegnato in precedenza. Credo che mentre chi è uscito da Campo Hobbit 40, stanco, sporco ma felice, sarà pronto per aprire una fase nuova, compattando le varie anime li presenti, ma anche chi non ha potuto o voluto esserci, . Così come sono certo, che gli spazi politici che sono stati scelleratamente regalati in precedenza, presto saranno riconquistati dal popolo della gioia, dalla forza nazional rivoluzionaria, dall'impegno totale durante le prossime battaglie.

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