martedì 16 maggio 2017

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Melito e la terra dei fuochi della politica con la santa alleanza sinistra-estrema destra

(G.p.) Melito di Napoli, popoloso centro della città metropolitana di Napoli è uno dei tanti comuni chiamati al voto amministrativo previsto per domenica 11 giugno.  Un voto resosi necessario dopo che il sindaco uscente, Venanzio Carpientieri, segretario provinciale del Partito Democratico, era stata sfiduciato lo scorso mese di febbraio da alcuni consiglieri dello stesso suo partito.
Ai nastri di partenza ci sono ben diciannove liste con 4 candidati a sindaco. Il Partito Democratico, ha candidato per la quarta volta, alla carica di primo cittadino, Venanzio Carpentieri, sostenuto dalla sola lista del Partito Democratico. Una lista abbastanza raffazzonata con solo 19 candidati consiglieri, unico caso in provincia di Napoli, in cui il Partito Democratico, principale forza della coalizione di centro sinistra è schierato senza alcun alleato.
Mentre sono ben nove le liste che sostengono la candidature di Antonio Amente. Nove liste civiche, tra cui esponenti di Forza Italia, assente dalla competizione nonostante il candidato abbia dalla sua parte anche la nipote Mafalda dopo il distacco delle ultime regionali dove furono entrambi candidati, ma in schieramenti diversi.  A sostegno di Antonio Amente ci sono anche diversi esponenti del Partito Democratico,  che nella notte precedente alla consegna delle liste erano ancora incerti sul da farsi, se sostenere lealmente il segretario provinciale del Pd oppure varcare altri lidi.
Nell'agone elettorale non poteva non mancare la lista di Dema acronimo di Democrazia ed Autonomia, il movimento politico guidato dal sindaco di Napoli Luigi De Magistris, una sigla che richiama furbescamente il suo cognome.  Il suo candidato alla carica di sindaco Raffaele Caiazza,  consigliere uscente di maggioranza passato poi all'opposizione. Caiazza, nella corsa alla conquista della carica di primo cittadino, sarà sostenuto anche da altre due liste civiche.
Quarto ed ultimo candidato a sindaco è Pietro D'Angelo, sostenuto da ben 6 liste di differente e contrastante cultura politica, che vanno da Articolo 1 Movimento Democratico e Progressista, nato lo scorso 25 febbraio dalla scissione dell'ala sinistra del Partito Democratico cui si sono aggiunti fuoriusciti dalla nascente Sinistra Italiana, al triciclo composto dal Popolo della Famiglia, raggruppamento della destra cattolica guidato da Mario Adinolfi, dalla civica Insieme per Melito, a Terra Nostra, lista civica composta da militanti e simpatizzanti di Fratelli d'Italia Alleanza Nazionale.  Una lista che ospita, in qualita' di indipendente un candidato proveniente dalle file della cosiddetta destra radicale.
Per il candidato a sindaco Pietro D'Angelo siamo di fronte al primo laboratorio di democrazia partecipata, con sei liste che dentellano un arco rappresentativo dell'ala Progressista e del mondo cattolico.
A me sembra una accozzaglia politica davvero dura da digerire, un minestrone davvero indigesto per i cittadini elettori.




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