sabato 6 maggio 2017

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In Macron vedo un po' Fini narcisista ed in preda all'onnipotenza

(G.p)Il collega Antonio Rapisarda, in esclusiva per i lettori de Il Tempo, storico quotidiano romano, intervista Adriano Segatori, medico psichiatra-psicoterapeuta, membro della sezione Psicologia Giuridica e Psichiatria Forense dell'Accademia Italiana di Scienze Forensi, autore di una interessante analisi su Emmanuel Macron, candidato più votato al primo turno delle presidenziali francese e stra favorito per l'Eliseo.
Intervista che pubblichiamo per intero.



Emmanuel Macron, lo stra-favorito per l'Eliseo? «È uno psicopatico con delirio di onnipotenza». Tradotto: il possibile nuovo presidente di Francia è un caso pericoloso anche se «non psichiatrico». Parola di Adriano Segatori, medico psichiatra-psicoterapeuta, membro della sezione “Psicologia Giuridica e Psichiatria Forense” dell’Accademia Italiana di Scienze Forensi. La sua analisi sul candidato di “En Marche!”, finita su Youtube e rilanciata da Egalité et Réconciliation (uno dei movimenti sovranisti francesi), nel giro di soli due giorni è diventata virale con più di 400 mila visualizzazioni. Il Tempo non poteva non rintracciarlo.

Dottore, che cosa è emerso dal profilo psicologico di Macron?
Ho visto i filmati e studiato la sua biografia. Confermo che tutto procede dal grave abuso che ha subito da parte dell'allora insegnante Brigitte che poi diventerà sua moglie.

Si spieghi.
Una premessa. Se tutto ciò fosse avvenuto in un contesto proletario sarebbe finito ai servizi sociali e lei in prigione: perché si è trattato di un atto di pedofilia. Invece tutto è stato messo a tacere. Ora, il bambino ha sempre in sé l'idea di onnipotenza, ha sempre in sé l'idea – come spiega Freud in Totem e tabù – che debba conquistare la madre ed esautorare il padre per arrivare al potere. Lui in questo ha avuto gioco facile. Tant'è vero che poi lei ha cacciato il marito e ha messo nel suo letto il giovane Macron...

Che cosa ha determinato questo rapporto “scandaloso”?
Un meccanismo psicologico: l'onnipotenza infantile, che c'è in tutti i bambini, è stata fortificata, strutturata da questa esperienza. L'onnipotenza ha scatenato anche un'altra variabile: il narcisismo. Insieme, il superamento del limite, del “tabù”, aggiunto all'onnipotenza ha strutturato il narcisismo, ed è venuto fuori questo personaggio. I tre elementi della psicopatia.

I francesi rischiano di eleggere uno psicopatico!
Attenzione, lo psicopatico non è un malato mentale. Sono persone usualmente molto intelligenti, sono molto affabili, hanno un fascino superficiale, attirano le persone. Del resto, come sostengono alcuni studiosi, lo psicopatico ha due possibilità: o diventa un serial killer o arriva ai massimi vertici della finanza e della politica.

Dato che escludiamo che si tratti di un assassino ci spiega allora perché Macron rappresenta un pericolo?
Non riconosce l'amico o il nemico. Cerca di capire solo ciò che nelle persone gli può essere utile per il raggiungimento i propri obiettivi. E, come tutti i narcisisti, avendo bisogno di ammirazione eseguirebbe qualunque tipo di ordine che potesse anche lontanamente confermare l'immagine di sé.

Difficile stabilire i leader che non hanno il culto dell'ammirazione...
La differenza tra il capopopolo e Macron è questa: il capopopolo segue la propria idea, giusta o sbagliato che sia, anche col rischio di diventare tirranico. Uno psicopatico segue quello che fa comodo a lui. Mentre il tiranno non è manovrabile, il narcisista psicopatico sì. Mi faccia fare un passaggio, a proposito, su Gianfranco Fini e Matteo Renzi...

Che cosa c'entrano Fini e Renzi?
Ci sono dei paralleli, non per ciò che riguarda gli abusi, con la vicenda di Macron. La personalità di Fini - lo conosco fin da piccolo - si struttura nel momento in cui viene fregato al famoso congresso del Fdg, quando perde con Marco Tarchi e su ordine di Almirante viene proclamato vincitore. Vince pur essendo sconfitto, insomma. Così inizia la sua carriera. Trattandosi di un ragazzo narcisista, sempre in prima fila, vestito bene, lo delegano avendo perso le elezioni: un successo di onnipotenza del tipo “sono difeso dal capo non mi ferma più nessuno”. Questo imprinting lo ha portato a determinare tutti i danni che ha causato. Quando poi, da isterico, ha reagito a Berlusconi col “che fai, mi cacci?” anche in quel punto ha applicato la regola dello psicopatico narcisista: o con me o contro di me. Muoia Sansone con tutti i filistei.

E Renzi?
È il terzo bambino viziato che si crede un faraone. Ha distrutto il Pd per creare se stesso.

A proposito di Freud. E di Marine Le Pen e del suo rapporto col padre?
Marine ha detto una cosa molto importante sul padre: con lui ho chiuso per sempre. Perché, come sostiene, continua a danneggiarla. Il “grande padre” - che personalmente stimo - era diventato una figura ingombrante per lei: ed è necessario sganciarsi dal passato se si vuole andare avanti. Dal punto di vista simbolico ha fatto un gesto di rottura, traumatico ma necessario: si è emancipata. Non poteva continuare a essere la “figlia di”. In psicologia si dice che il massimo del risultato per un genitore è quando passa il testimone. Il fatto che Jean-Marie sia diventato “il padre di” non è solo un passaggio linguistico.

In conclusione, almeno sotto il profilo psichiatrico, la Francia farebbe bene ad eleggere Marine insomma...
Assolutamente sì. Marine Le Pen non mente. Durante l'ultimo confronto tv hanno detto che ha fatto danni perché ha perso le staffe: ma questo dimostra che è sana, vitale e appassionata. Lo psicopatico Macron, invece, è paradossalmente controllato. Marine, dunque, perde il controllo perché combatte per quello in cui crede. Macron si controlla perché combatte per se stesso. Perché deve mantenere la falsa immagine che ha di sé.

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