venerdì 5 maggio 2017

Imperia, Casa Pound commemora i martiri della strage di Costa d’Oneglia

(G.p)Nella notte tra giovedì' 4 e venerdì 5 maggio i militanti di Casa Pound hanno commemorato, con la deposizione di 28 lumini e di una composizione floreale le 28 persone trucidate dai partigiani comunisti nella strage di Costa d'Oneglia avvenuta, a seconda guerra mondiale finita, il 4 ed il 5 maggio del 1945.
Il senso di questa iniziativa ci viene spiegato, con maggiori dettagli, da una nota, diffusa dall'organizzazione politica guidata da Gianluca Iannone e Simone Di Stefano.
Nota che riportiamo per intero.

Questa notte i militanti imperiesi di CasaPound Liguria hanno commemorato con la deposizione di 28 lumini e di una composizione floreale gli uomini e le donne trucidati dai partigiani comunisti nella Strage di Costa d'Oneglia, avvenuta nella notte tra il 4 maggio e il 5 maggio 1945. Con lo stesso modus operandi di altre stragi partigiane a guerra finita, come quella della corriera di Cadibona (11 maggio 1945) o del carcere di Schio (6-7 luglio 1945), i partigiani prelevarono dei prigionieri Fascisti o presunti tali detenuti in custodia e, dopo averli seviziati, li assassinarono a colpi di mitra; non contenti di ciò, due giorni dopo i “Combattenti della Libertà” uccisero due giovani Ausiliarie ritenute testimoni della strage, dopo averle violentate. L’elenco delle vittime includeva certamente Fascisti che non avevano rinnegato la loro fede politica e patriottica e il loro passato di Squadristi e Fascisti Rivoluzionari, o di combattenti decorati; ma molti erano cittadini comuni, commercianti, impiegati, panettieri, maestri di musica, o addirittura grandi invalidi di guerra. A chi si appiglia alla “Giustizia Partigiana”, blaterando di “spie giustiziate”, chiediamo: da quando la “giustizia” include lo stupro, come quello delle quali furono vittime le Ausiliarie del Servizio Ausiliario Femminile Giovanna Serini, di 22 anni, e Lidia Bosia, di 25 anni? Nella totale assenza di un ricordo delle istituzioni, che non vale ormai neanche più la pena di deprecare, fossilizzate in un odio di parte e di una cronica amnesia selettiva ormai da più di settanta anni, i militanti di CPI invitano gli imperiesi e tutti gli italiani a ricordare questi loro fratelli e sorelle massacrati senza processo.

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