domenica 30 aprile 2017

No al business immigrati. Casa Pound come Borriello

(G.p)Il collega Daniele Gentile, dalle colonne di Metropolis, con un interessante articolo, che riportiamo per intero, ci racconta il presidio organizzato a Torre del Greco dai militanti locali di Casa Pound Italia contro la paventata realizzazione nella città del corallo di un centro d'accoglienza dove dovrebbero essere ospitati 278 migranti in virtù da quanto stabilito dal piano di ripartizione del governo.

Nessuno conosce tempi e modalità arrivo. Ma la sola ipotesi dello sbarco di 278 richiedenti asilo e profughi all'ombra del Vesuvio tiene accese-complici le uscite del sindaco "leghista" Ciro Borriello- le polemiche a Torre del Greco.
Negli ultimi giorni la tensione è salita alle stelle, con raccolte firme anti immigrati e odio razziale sul web. Fino alla discesa in campo degli attivisti di Casa Pound, intenzionati a ripercorrere la crociata in grado di fermare l'arrivo di 20 immigrati a Portici nel 2015.
Presidio in via Roma
Gli attivisti di estrema destra si sono radunati in via Roma per dare via a un presidio di protesta anti migranti. Fumogeni e slogan hanno caratterizzato le tre ore di stazionamento nel cuore del centro storico di Torre del Greco.
"Per ogni straniero sistemato un italiano a casa disoccupato, il centro d'accoglienza non lo vogliamo", lo slogan intonato a più riprese dagli attivisti, in tutto una trentina, scortati rigorosamente da due dozzine di agenti di polizia e carabinieri in tenuto antisommossa.
Insomma, un rappresentante delle forze dell'ordine per ogni manifestante: una scena capace di destare preoccupazione tra le famiglie inconsapevoli delle ragioni del sit-in.
Cori, striscioni, fumogeni e bandiere hanno segnato il "no" di Casa Pound agli immigrati.
Come tre anni fa si vocifera ancora una volta di volere fare un centro d'accoglienza a Torre del Greco, spiega il coordinatore provinciale di Casa Pound Fernando Raiola.
Voglio ricordare ai cittadini e al prefetto di Napoli che vuole imporre l'accoglienza, che questa città è già repressa economicamente. Basta pensare alla crisi del settore marittimo e al crac Deiulemar. Mi sembra impossibile pensare che ci sia la forza finanziaria per affrontare anche l'eventuale mantenimento di questi profughi.
Poi nuovamente impazzano i cori degli attivisti. Siamo noi, siamo noi, gli unici sulle spalle dell'Italia siamo noi, cantano a squarciagola i circa 30 attivisti muniti di megafono.
Zero incidenti
Fortunatamente il sit-in si è chiuso senza incidenti. D'altronde, in molti in città si sono schierati sulla linea del sindaco "leghista"Ciro Borriello.
Anche perché i cittadini sono ancora sotto choc per la recente aggressione avvenuta nel sottopassaggio della Circumvesuviana della stazione Villa delle Ginestre, dove un immigrato ha violentato una diciottenne.

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