martedì 11 aprile 2017

NFO: Casa Pound, “Nessuno ci accosti alla vicenda, verso Cangiano pronta denuncia per calunnia”

(G.p) Alle prime ore di lunedì 10 aprile i carabinieri della compagnia di Giugliano in Campania, comune dell'hinterland partenopeo, hanno eseguito 4 ordini di custodia cautelare emessi dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura della Repubblica nei confronti di giovani indagati per violenza e minaccia a corpo politico aggravato dall'uso di armi.
Le indagini, cominciate alla fine del 2015, dopo numerosi atti intimidatori effettuati in diversi comuni dell'area a nord di Napoli e rivendicati da un gruppo denominato Nuova Famiglia Organizzata o Nuova Fratellanza Organizzata, ha consentito di accertare la presenza di un'associazione con finalità eversiva, radicata principalmente a Giugliano in Campania e nei comuni limitrofi.
Gli aderenti al sodalizio denominato NFO, sono tutti di giovane età, forniti di risorse finanziarie con lo scopo di compiere atti di intimidazione violenta tra cui attentati con l'uso di armi e di esplosivi nei confronti di obiettivi istituzionali come le sedi dei comuni di Marano, Mugnano, Villarica, Melito di Napoli, Giugliano in Campania, una sede del Movimento Cinque Stelle e la sede di Equitalia a Giuliano.
Fin qui la dura e cruda cronaca nera di un gruppo quello della NFO, guidato da Stefano Cangiano, di anni 31, libero professionista, conosciuto nell'hinterland di Napoli per il suo impegno come attivista dei Rangers,  al quale sono stati attributi ben 30 episodi di intimidazione
Una figura davvero ambigua quella del Cangiano, che reclutata ragazzi dietro pagamento di un compenso economico per compiere raid ed attentati, salvo poi andare dai carabinieri e raccontare tutto.
Una sorta di personaggio bipolare, "un mitomane, millantatore di amicizie vicino alla criminalità organizzata e vicino agli ambienti della destra radicale". Lui stesso ha riferito di essere stato iscritto a Casapound, di essere stato comandato dagli stessi dietro corrispettivo al fine di far cadere la colpa sui comunisti locali,  ma di essere stato allontanato per problemi nati con alcuni membri.
Le dichiarazioni di Stefano Cangiano che tirano in ballo Casa Pound non sono piaciute al movimento guidato da Gianluca Iannone e Simone Di Stefano che in una nota, diffusa alla stampa, che pubblichiamo per intero, dichiarano: "apprendiamo con estremo sconcerto che uno degli arrestati per le azioni del gruppo NFO ha tirato in ballo CasaPound Italia. Prendiamo atto del fatto che gli inquirenti hanno già chiarito che si tratta di un ‘mitomane’ e ‘millantatore’, smentendo qualsiasi collegamento con il nostro movimento". 
Vogliamo comunque ribadire anche noi, perché sia perfettamente chiaro a tutti, che non abbiamo nulla a che fare con questo individuo, con i suoi compari e con le sue azioni.
Va da sé che i nostri avvocati sono già al lavoro sulla denuncia per calunnia nei confronti di Cangiano e che quereleremo chiunque accosti il nostro nome a questa vicenda”.

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