domenica 12 marzo 2017

Quegli antagonisti asset elettorale di Giggino

Chi sono i violenti in azione ieri a Napoli alla manifestazione anti Salvini? Quali sono i rapporti tra la giunta arancione targata Luigi De Magistris ed i no global ed occupanti vari? A queste domande prova a dare soddisfacenti risposte il collega Simone Di Meo, con un interessante articolo pubblicato a pagina 3 de il Giornale di domenica 12 marzo.
Articolo che riportiamo per intero

Quegli antagonisti asset elettorale di Giggino
di Simone Di Meo

L'allarme era arrivato nel primo pomeriggio da una delle simpatizzanti storiche di Luigi De Magistris. Un avvocato esperto di diritto dei minori che aveva scritto preoccupata su Facebook: "la manifestazione procede tranquilla, ma certi personaggi provenienti direttamente dagli stadi, con cappucci e caschi cosa hanno a che fare con noi?
Qual è il loro credo politico? Chi li ha mandati qua"? 
Ecco, è una domanda destinata ad non avere risposta perché gli scontri sono frutto di una strategia militare pianificata con grande attenzione di cui nessuno si assumerà la paternità.
Non solo i centri sociali, a  cui De Magistris ha permesso di occupare una dozzina di edifici pubblici per trasformarli in luoghi di bivacco, ma probabilmente anche black bloc con una specifica preparazione paramilitare.
La galassia degli antagonisti, da sempre vicina alle posizioni del primo cittadino( a sua volta ex pm e giudice del Riesame, quindi uomo di legge) è formata da esponenti di associazioni neo-borboniche, revansciste, identitarie e da vera e propria teppaglia che orbita attorno al mondo dell'underground. 
Il rapporto tra sindaco e centri sociali è tra gli asset elettorali e politici più importanti del governo arancione. La giunta di Palazzo San Giacomo e la stessa macchina burocratica tollerano da sempre situazioni di enorme illegalità a opera di gruppi più o meno organizzati che fanno il bello e il cattivo tempo in città.
Il caso più emblematico è quello della delibera comunale che ha assegnato l'ex asilo Filangieri, struttura del valore di oltre 10 milioni di euro nel centro storico, ai centri storici che l'hanno occupato dal 2012.
Una sorta di "cambiale elettorale" pagata perché da un lato, con la scusa delle presunte attività culturali, la giunta ha ratificato che un bene comune diventi di uso esclusivo di no global e indignados vari senza bando pubblico(come doverebbe essere); dall'altro, gli occupanti hanno dato un importante contributo alla vittoria al secondo turno, alle ultime amministrative, di Giggino.


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