giovedì 3 novembre 2016

Napoli, i fratellini d'Italia perdono Bifaro e Ferlaino

Dopo il pessimo risultato conseguito alle ultime elezioni comunali partenopee, di domenica 5 giugno, con solo l' 1,29% conseguito dal candidato sindaco Marcello Taglialatela e l' 1,36% conseguito dalla lista di partito, sconfitti anche dai cugini rivali di Azione Nazionale capaci di conquistare oltre il 3% dei consensi eleggendo un consigliere comunale e diversi consiglieri municipali, continuano le dimissioni e gli adii dal partito erede di Alleanza Nazionale a Napoli.
Nella giornata di giovedì' 3 novembre abbandonano il partito guidato da Giorgia Meloni Corrado Ferlaino, coordinatore provinciale di Gioventù Nazionale, movimento giovanile di Fratelli d'Italia già candidato alle primarie per la scelta del candidato sindaco di Napoli per la  coalizione di centro destra che non si svolsero per decisione del premier Berlusconi,  ed Emanuele Bifaro, membro dell'esecutivo nazionale, primo dei non eletti alle scorse comunali di Giugliano in Campania, comune dell'hinterland.
Questo è il testo della lettera di dimissioni inviata a Marco Perisa presidente nazionale di Gioventù Nazionale e per conoscenza ai dirigenti nazionali e regionali del partito, Giorgia Meloni in testa.


Caro Marco, con la presente ti comunichiamo la nostra decisione di dimetterci dagli incarichi che ricopriamo nel nostro movimento giovanile, rispettivamente di membro dell’esecutivo nazionale e di coordinatore provinciale del movimento giovanile nella città di Napoli. La nostra decisione, lungamente ponderata e meditata, è sofferta ma allo stesso tempo non procrastinabile. I motivi sono molteplici, relativi sia al movimento giovanile e sia e soprattutto alla gestione del partito. Purtroppo il partito che viviamo oggi non è quello che nel dicembre 2012 decidemmo di animare, costruire e organizzare; nel dicembre del 2012 ci raccontarono che si sarebbe costruito un nuovo spazio nel centrodestra, un partito in cui la classe dirigente si formava con la militanza e con il merito; ci raccontarono anche che il merito in politica si misura con il consenso e che la partecipazione era uno dei valori principali, venendo all’epoca da un esperienza nel Popolo della Libertà in cui le scelte molto spesso erano calate dall’alto, senza alcuna condivisione con la classe dirigente e con i territori. Dopo quasi quattro anni, invece, ci tocca riscontrare che il partito che viviamo non è quello che ci raccontarono. Ci troviamo a subire scelte prese oltre i territori, senza avere alcun tipo di confronto con chi sui territori si spende e ci mette la faccia misurandosi con il consenso. Subiamo oramai da mesi la autoreferenzialità di quei pochi dirigenti che credono di rappresentare un partito intero, e che si negano ad ogni tipo di confronto, ma quando si confrontano con il giudizio dei cittadini e con le urne si espongono a magre figure. Più volte abbiamo denunciato la stasi che avvolge il partito nella città di Napoli e nella Provincia, alcuna attività politica oramai è più realizzata e le ultime elezioni amministrative hanno certificato la grave crisi del partito, il quale nella città di Napoli si è attestato poca sopra l’ 1% e nella Provincia non ha eletto alcun esponente nei consessi civici. Una classe dirigente responsabile e degna avrebbe certamente preso atto di tale devastante situazione, ma l’anello del potere, da difendere e custodire ad ogni costo, vale più di una scelta saggia e rispettosa dei tanti che hanno voglia di rimboccarsi le maniche per costruire un partito forte e radicato sul territorio. Tante ancora sarebbero le situazioni da analizzare e da ribadire, ma sono oramai mesi che sia con documenti che con richieste di incontri, mai accordati, riceviamo troppi calci in faccia. Pertanto, alla luce dei motivi su esposti, la nostra scelta di dimissioni dagli incarichi ricoperti è quanto mai doverosa. La nostra dignità vale più dell’anello del potere.

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