mercoledì 2 novembre 2016

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In ricordo di Pino Rauti nel quarto anniversario della sua scomparsa

Il collega Raffaele Bruno, da sempre missino, conobbe poco più che diciottenne Pino Rauti quando era segretario della sezione missina di San Lorenzo, a Napoli. Da quel momento ha sempre seguito il "maestro" Pino Rauti nella sue battaglie culturali, politiche e sociali.
Dopo la svolta di Fiuggi, Raffaele Bruno fu uno dei pochi, a seguire Pino Rauti nel Movimento Sociale Fiamma Tricolore, partito di cui Rauti fu leader indiscusso fino al 2002 e nel Movimento Idea Sociale.
Del suo maestro di vita e di politica Pino Rauti ci traccia un simpatico ricordo che pubblichiamo volentieri e fedelmente.

Pino Rauti ed io: una vita insieme in tante battaglie.
di Raffaele Bruno
 

Oggi che ricorre il quarto anniversario dalla scomparsa del mio Maestro di vita, di cultura e di Politica Pino Rauti voglio ricordarlo alla testa delle nostre battaglie popolari, culturali, sociali e solidali. Il 25 novembre 2012, all'Assemblea Costituente Nazionale del Movimento Idea Sociale ho avuto l'onore di essere eletto Segretario Nazionale del Movimento all'unanimità, dopo una vita trascorsa insieme a lui in mille battaglie. Da quelle congressuali nel MSI prima (Andare Oltre, Spazio Nuovo), in ambito culturale e poi dal 1995, da quel maledetto Congresso di Fiuggi , sempre insieme nel Movimento voluto per non arrenderci al tradimento, per difendere un onore calpestato, per non ammainare i valori , principi e ideali. Ricordo gli innumerevoli rotocalchi e giornali che ha realizzato Rauti, da Imperium a Linea, da Ordine Nuovo a Credere, e poi le strutture parallele, i Campi Hobbit, l'ecologia, Evola, Tolkien, Sapori e Sapere, la rubrica settimanale che insieme curavamo nel paginone di Linea. Ricordo Pino Rauti come perseguitato in servizio permanente, imputato in molte stragi e dai quali processi ne è uscito sempre assolto e a testa alta. Lo conobbi all'età di diciotto anni, allora giovane segretario di una sezione del MSI nel cuore di Napoli, la gloriosa sezione San Lorenzo. Da allora tra me e lui si è instaurato un rapporto di intensa fiducia, di stima, valori comuni e sentimenti che ci hanno accompagnato fino alla fine della sua vita terrena. L'ho seguito in tutti i Congressi del MSI e insieme abbiamo girato tutta l'Italia quando ho avuto l'onore di essere uno dei suoi vice segretari nazionali, insieme a Maurizio Dionisio e a Lorena Colombo. Con i Campi Hobbit rompemmo l'isolamento politico e grazie a quella sua intuizione, per la prima volta, tutti i mezzi di comunicazione si occuparono della gioventù missina. Da lui abbiamo imparato la lotta sociale e popolare: da una politica a favore della famiglia e della demografia alla lotta per il diritto alla casa per tutti, da una politica a favore dell'ambiente e del territorio alla questione meridionale e la difesa del Mezzogiorno, dalla battaglia dell'assegno mensile alle casalinghe al reddito sociale ai disoccupati, dalla lotta al liberl capitalismo a quella contro le banche e all'usura spietata, alla battaglia contro l'oppressione fiscale sulle famiglie e l'impresa alla lotta contro il lavoro precario, allo stop agli ipermercati, che stanno assassinando i piccoli negozi e l'artigianato alla battaglia per la salvaguardia dell'identità nazionale. Ci resta soprattutto, dai suoi insegnamenti, la certezza di combattere, oltre che per un programma forte e articolato, per un grande Progetto complessivo. Vogliamo, infatti, ancora uno Stato basato su un Presidente della Repubblica eletto direttamente dal popolo, un'Assemblea legislativa che preveda la presenza organica dei rappresentanti del lavoro, della scienza, della tecnica, delle arti, delle categorie professionali ed imprenditoriali. E nella nostra battaglia giornaliera passiamo, come Pino ci ha insegnato, dalla protesta alla proposta, dalla proposta al confronto. Vogliamo uno Stato organico che difenda e valorizzi l'identità nazionale, superando sia ogni residuo richiamo al collettivismo marxista, attraverso la collaborazione tra capitale e lavoro, sia il lento sprofondare in atto nella palude del liberal-capitalismo. Di lui, del nostro Maestro di vita e di politica, ci rimane l'insegnamento, l'esempio e la forza che ci ha saputo trasmettere in tutta una vita di battaglie. Nel suo nome combatteremo la lunga e ardua lotta per la difesa dei diritti calpestati del Popolo italiano e dei più deboli e indifesi e non ammaineremo mai la bandiera dei valori, dei principi e degli ideali per i quali vale la pena combattere fino alla fine".

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