martedì 2 agosto 2016

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Note meno note 11/ Michele Di Fiò’: la canzone rivoluzionaria anti sistema




(G.p)Per l'undicesima puntata della rubrica Note meno note, Alessandro Alberti, autore di Radio Alternative, interessante libro sulla storia delle radio libere di destra, di cui consiglio una attenta ed approfondita lettura, ed esperto di musica alternativa dagli anni 60 ad oggi, ci parla di Michele Di Fiò uno dei primi cantautori solisti di destra, dotato di una voce particolare, andato troppo presto oltre nel settembre del 2013.



Tra gli autori di destra che diedero vita e sostanza al fenomeno della Musica Alternativa si può annoverare il marchigiano Michele Logiurato, in arte Di Fiò dal nome della sua fidanzata Fiorenza. Professionalmente aveva iniziato la sua attività intorno al 1973, suonando nei piano-bar e nei locali. Fu uno dei primi cantautori alternativi solisti di destra. Caratterizzato da un timbro di voce molto particolare, facilmente riconoscibile dagli ascoltatori, dotato di un estro e tecnica eccelsi nel suonare la chitarra, esordì con una musicassetta dal titolo Seveso e no nel 1977. Il riscontro in termini di gradimento da parte del pubblico inizialmente non fu tra i più eclatanti, ma Di Fiò proseguì il suo lavoro di creazione musicale e dei testi senza perdersi d’animo. I risultati come vedremo andranno poi ben oltre la parziale delusione iniziale. Egli infatti si distinse oltre che per l’ottima preparazione musicale anche per la stesura di testi che aprirono più di una volta dibattiti all’interno del mondo missino e del Fronte della Gioventù. Già nel 1978 si ripresentò al pubblico con un nuovo album decisamente più gradito dal titolo Ad un passo dal cielo c’è. Le tematiche politiche, storiche e sociali (questione della donna, temi ambientali, esistenziali, decadenza del sistema), prodotte, ebbero finalmente la giusta gratificazione. Rileggere i testi di Michele Di Fiò, da una grande sensazione di un’occasione perduta, in termini di diffusione del suo estro ma anche della Musica Alternativa tutta, che solo grazie alle Radio Alternative e ai concerti, oltre che alla vendita delle musicassette nei circoli culturali, nelle sedi politiche del MSI e del Fronte fu in parte, ma non completamente diffusa. Il percorso del cantautore marchigiano proseguirà con la stampa del disco Cervello nel 1979 al dopodiché il disco dal titolo tutto evoliano: Cavalcare la tigre nel 1981, seguito dal 45 giri Rock/Italia del 1980. Di Fiò tentò anche di intraprendere la strada professionale, viste le sue doti innate di scrittore di musica e testi. Si iscrisse alla SIAE e successivamente partecipò ad un concorso per cantautori per una casa discografica molto importante, specie in quegli anni: la RCA. Non poté vincere quella sfida, che sicuramente avrebbe cambiato la sua vita, perché si rifiutò in modo tassativo di modificare i testi delle sue canzoni togliendo alcune strofe considerate troppo di destra. Anche altri autori orbitanti nell’ambito della Musica Alternativa avrebbero potuto senza i veti di regime di allora fare una brillante carriera. Ciò non fu possibile perché i filtri politici in ogni ambito della società civile e quindi anche dell’arte, bloccavano qualsiasi tipo di tentativo in merito. Di Fiò fu tra i primi a capire l’importanza delle Radio Alternative, partecipando anche al primo convegno organizzato dal MSI relativo al Terzo Polo radiotelevisivo, che si tenne a Roma nel 1979. Ai buoni propositi non seguirono i fatti. Fu allora che il cantautore tentò l’esperimento del Circuito Radio, ovvero la collaborazione fattiva tra Radio Alternative e Radio commerciali orbitanti a destra. Cercò di fare da solo anche fondando una casa discografica ed editrice, La Mosca bianca, che ebbe per alcuni anni un certo successo nell’ambiente dei giovani missini. Scopo principale era la diffusione della Musica Alternativa ma anche un notiziario unico al giorno per tutte le emittenti. Nel testo Radio Alternative che ho scritto per Eclettica, vengono enumerate tutte le emittenti oltre che altri particolari innovativi per l’epoca. Purtroppo, a causa di una scarsa disponibilità di risorse economiche e senza poter contare sull’aiuto del partito, anche questo tentativo non decollò. Verso la fine degli anni Ottanta terminò il suo percorso, per l’amarezza di Di Fiò e dei tanti che avevano creduto alla possibilità di poter scalzare la Rai e il suo monopolio, che tornava a farsi sempre più forte e arrogante. Con una personalità forte ma anche consapevole dei propri mezzi, tentò in tutti i modi di creare qualcosa di tangibile, oltre al suo lavoro di autore infatti le idee non mancarono mai, ma non trovò la collaborazione del MSI. Solo Teodoro Buontempo ne comprese le doti e le sue grandi intuizioni ma anche lui restò inascoltato. Gradualmente Di Fiò si allontanò dal partito e si ritirò a vivere in campagna con la moglie Fiorenza e le figlie. Ribadì più volte di essere soddisfatto della vita che aveva condotto, libero da ogni condizionamento. Michele Di Fiò ci lascerà il 14 settembre 2013 non senza rimpianti, certi che avrebbe potuto dare ancora molto in ambito politico e artistico. Resterà nei nostri cuori come uno dei compositori più innovativi nell’ambito Della Musica Alternativa, oltre che uno personaggi più caparbi e creativi. A Michele, che adesso sarà ben oltre che ad un passo dal cielo, come cantava va il nostro personale e sentito ringraziamento. Se la musica non conforme prosegue nel suo cammino, tanto merito è anche suo e della sua coerenza, che fu talmente forte da respingere la tentazione della musica prodotta prettamente come un bene di consumo.

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