mercoledì 3 agosto 2016

Massimo Perrone: io e Forza nuova. Una storia sbagliata

Una tempesta in un bicchiere d'acqua. I venti di fronda in Forza Nuova si sono chetati nella bonaccia agostana. L'unico danno è la fuoriuscita di Marco Forconi, responsabile abruzzese. Sono stati tanti nel corso degli anni i dirigenti che hanno rotto con il movimento. Abbiamo perciò voluto sentirne uno a cui ci lega un'antica consuetudine e frequentazione ...

Quando hai cominciato a militare con Forza Nuova? Che ruoli hai ricoperto nel movimento politico guidato da Roberto Fiore?
Ti ringrazio per la domanda. Una precisazione è d’obbligo. Io non ho iniziato con Forza Nuova. Insieme a Massimo Morsello, Roberto Fiore ed altri camerati abbiamo fondato il movimento politico di Forza Nuova. Non è un caso che il primo convegno nazionale si tenne a Latina e l’organizzazione e la logistica dell’evento fu affidata al sottoscritto ed ai camerati di Latina. Il giuramento fu fatto a Cave, in provincia di Roma e c’erano, seduti davanti a quel fuoco, uomini e donne, che non fanno più parte del movimento. Tra i ricordi più cari della mia militanza politica, conservo il fax che Massimino mi inviò da Londra contenente il testo del giuramento. Io, con orgoglio, posso dire che  non ho mai tradito quel giuramento. Come non hanno tradito quei valorosi militanti che quotidianamente dal Piemonte alla Sicilia, si battono per una società sana ed onesta. Ma di onesto in Forza Nuova è rimasto ben poco.

Nel corso della tua militanza in Forza Nuova che ruoli hai ricoperto?
Ho ricoperto svariati ruoli, da segretario provinciale di Latina, a responsabile regionale del Lazio a membro dell’ufficio politico ad organizzatore della sicurezza nelle manifestazioni e nei cortei, dedicando tanto tempo alla formazione dei giovani militanti,  fino a diventare nel 2009 assistente parlamentare di Roberto Fiore nel periodo in cui Roberto Fiore è stato deputato al Parlamento Europeo. Ma non servono incarichi per sentirsi un soldato della patria. Serve l’onestà, il coraggio. Questi virtù non mi mancano. Coraggio dimostrato nel lontano 1998 quando una macchia infamante mi costrinse agli arresti domiciliari. Anche in quella occasione non mollai. Viceversa ricordo che il segretario nazionale  Roberto Fiore prese le distanze da me.  Fu il fraterno amico e camerata Antonio Torre a dirmi che non dovevo mollare e continuare la buona battaglia politica. Io risposi che non avrei mollato ma che Fiore non meritava uomini come noi.

Infatti se non ricordo male, dopo gli arresti domiciliari perché coinvolto nell'operazione Thor in quanto ritenuto pericoloso nazi skin solo perché storicamente senza capelli iniziasti a lavorare con Massimo Morsello?
Con Massimo Morsello già lavoravo. Ero impegnato nella distribuzione e nella consegna, in tutta Italia, de Il Foglio di Lotta, bollettino della base militante di Forza Nuova e per la costituzione dei vari nuclei. Poi nel 1999 ci fu una manifestazione di Forza Nuova a favore di Haider. In quell’occasione vidi in televisione dei giovani militanti presi a manganellate solo perché avevano uno striscione. Tra di loro ricordo Antonio Lucarelli divenuto capo gabinetto del sindaco di Roma Gianni Alemanno e  Giuliano Castellino.
Dopo aver visto quelle immagini in televisione telefonai a Luca Mengacci e gli dissi che ero a disposizione per manifestare dissenso a questo sistema marcio. La sera stessa mi telefonò Fiore e mi disse che voleva vedermi. Ci ricascai.  Ma dal 1998, in poi, feci bene a non fidarmi al 100% di lui. I fatti mi hanno dato ragione.

Quali fatti?
Solo pochissime persone conoscono la storia e sanno come sono andate le cose.  Il tradimento politico degli 8 punti programmatici per la ricostruzione nazionale,  l’alleanza con Alessandra Mussolini, che se pur giusta in quel momento storico, presa una piega diversa da come doveva essere.   Il movimento politico Forza Nuova finisce con il matrimonio con Alternativa  Sociale. Matrimonio con veloce divorzio.  Ma il tutto fu preannunciato da Massimino, prima della sua prematura dipartita. Morsello non voleva  alleanze,  era contrario al finanziamento pubblico dei partiti. Fiore invece ha goduto di tutti i privilegi e di più. Dopo la morte di Morsello abbiamo assistito, in tempi rapidi, alla fine della Meeting Point a Londra,  a falsi moralismi clericali nei confronti di chiunque andasse via da Forza Nuova.  Allora una domanda ti pongo e anche ai lettori di fascinazione: o siamo tutti infami al soldo dei servizi oppure abbiamo ragione in toto?

Massimo,  in tutta sincerità, hai partecipato anche tu a questo satanico gioco dell'infamare chiunque andasse via da Forza Nuova?
Io non ho mai infamato nessuno. Anzi ricordo bene anche all’ insaputa  dello stesso Fiore andavo a trovare i camerati, su cui erano dette peste e corna,  che andavano via da Forza Nuova.  Ho sempre dialogato con loro, cercando di capire le loro ragioni ma al tempo stesso cercavo di recuperarli alla buona battaglia. Per fortuna la vicenda giudiziaria si è conclusa nel 2011 bene.
Ammetto le mie colpe in una sola manovra. 
L’alleanza Fiore Mussolini, la nascita del cartello di Alternativa Sociale, l’alleanza con il Fronte nazionale di Adriano Tilgher e con la Fiamma Tricolore di Luca Romagnoli. Un cartello quello di Alternativa Sociale che poteva porre fine alla diaspora a destra di Alleanza Nazionale, con la creazione di un movimento davvero antagonista alla destra di governo incarnata da Fini Alemanno Gasparri La Russa.
 In quell’occasione l’unico che comprese bene la situazione, tirandosi fuori fu Luca Romagnoli.  Dal 1998 ad oggi non ho mai puntato il dito contro nessuno. Oggi posso permettermi di puntarlo su Fiore, non sulla militanza e su chi crede nell’idea. Ma su Fiore. La mia è una questione personale ancor prima che politica. Sta di fatto che è rinviato a giudizio per reati gravi contro la mia persona e non il contrario. Comunque… avrà forse la fortuna di svignarsela anche stavolta, visto che la prescrizione è vicina.  Ma il rinvio a giudizio c’è stato. Per lui e non per me. Perché all’inizio io ero l’indagato.


Alle elezioni politiche del 2006 Alternativa Sociale, raggruppamento  politico del quale faceva parte anche Forza Nuova, si presentò come alleato di Berlusconi ma non ottenne nessun deputato e nessun senatore eletto? Ci puoi raccontare come andò quella campagna elettorale?
Fu una corsa alla distruzione. Candidati slegati alla realtà territoriali dove venivano presentati,  candidati venduti politicamente come a Milano dove Alternativa Sociale presentò Guaglianone,  chissà come mai.
 Alessandra Mussolini e Roberto Fiore credevano di far uscire un buon numero di deputati e volevano propri uomini di fiducia,  quindi gli esclusi, radicati sul territorio, amati dalla base militante come Antonio Torre ed il sottoscritto, non lo erano. Noi eravamo manovalanza, quelli da lanciare e bruciare per strada quando serviva.

Un messaggio ai militanti di Forza nuova
A loro va tutta la mia stima per il coraggio e l'impegno costante che donano per l'idea
Non è mai troppo tardi aprire gli occhi  E non si è infami quando si riconoscono i propri errori... io l'ho fatto.




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