mercoledì 4 maggio 2016

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Veneziani: "Corte malefica intorno a Silvio. Più che finito"

(G.p) Il collega Alberto Raggi dalle colonne di Affari Italiani il primo quotidiano digitale intervista Marcello Veneziani, giornalista, scrittore, intellettuale di destra, sul momento critico che sta vivendo l'italico centro destra, in particolar modo il declino del leader Silvio Berlusconi che rappresenta il maggiore ostacolo per la ricomposizione del centro destra.


Silvio Berlusconi è davvero finito come ha scritto Vittorio Feltri su Libero?
"Più che finito. Il problema semmai è che questa agonia è interminabile, ma credo che ormai sia diventata di ostacolo alla eventuale composizione di un Centrodestra. Ormai Berlusconi è l'ostacolo principale della rinascita di un Centrodestra in Italia. Lui che è stato il promotore del Centrodestra, lui che lo ha fatto nascere è anche colui che oggi ne impedisce una rinascita dopo averlo di fatto seppellito".


Per quale motivo? La scelta di appoggiare Marchini a Roma o c'è dell'altro?
"La scelta di Marchini è soltanto l'ultimo punto di una lunga strada. Sono tanti che Berlusconi non fa delle scelte politiche che abbiano come finalità né l'Italia né il Centrodestra. Da anni cambia vorticosamente cavallo, sostiene governi e poi li attacca, sostiene presidenti della Repubblica e poi li attacca, e così via. Ha disperso il suo elettorato, non rappresenta più le opinioni correnti del Centrodestra ed è riuscito a mandare via quasi tutti i suoi più stretti partner, collaboratori e anche leader politici che erano con lui".

Berlusconi compie scelte politiche anche perché difende le sue aziende e quelle della sua famiglia come ha fatto capire Salvini?

"C'è un intreccio di fattori. C'è una perdita di lucidità, una dipendenza da una corte malefica che gli è intorno e che del tutto incapace di gestire questa situazione, a cui si aggiunge naturalmente l'interesse per le proprie aziende, magari ulteriormente aumentato negli ultimi anni dopo la delusione dalla politica. E' un intreccio di questi fattori che determina la fuoriuscita di Berlusconi dal campo dei leader del Centrodestra".

Anche la crisi del Milan è sintomatica di questo declino?

"Certo, sicuramente. Ed è proprio il segno di un declino. Il problema è che sta trascinando nel suo declino anche il Centrodestra. Ne è diventato il fattore principale di decomposizione, proprio lui che era stato il fautore principale della composizione dello stesso Centrodestra".

Matteo Salvini e Giorgia Meloni hanno la forza di affrancarsi definitivamente da Berlusconi?

"Per loro è necessario e vitale affrancarsi da Berlusconi. Da soli non ce la fanno sicuramente, ma il loro primo atto dovrebbe essere quello di affrancarsi come di fatto hanno creato le condizioni con la candidatura Meloni, anche se penso che sia una strada obbligata e inevitabile se credono davvero di ricomporre il Centrodestra. Poi non saranno solo loro, ovviamente".

Berlusconi alla fine tornerà con Renzi, magari attraverso Verdini e Alfano?

"E' uno scenario possibile e forse statisticamente il più probabile. Il vero problema di Berlusconi, da un punto di vista politico, è che ha un antagonista che è quello che gli assomiglia di più rispetto ai suoi eventuali partner e alleati. E questa schizofrenia lo porterà ad una contraddizione prima o poi evidente. Per anni ha incassato il risultato della raccolta contro l'anti-comunismo e delle coalizioni anti-comuniste. Adesso si vede allo specchio con Renzi in versione più giovane e di conseguenza non può che abdicare in suo favore o anche involontariamente lavorare a suo vantaggio".

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