giovedì 19 maggio 2016

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Presentabili 1/ Alfonso De Angelis ed il suo fare città





di Giuseppe Parente

Con quasi una settimana di ritardo, rispetto alla tabella di marcia, causa ricorsi di alcune liste, sembrerebbe finalmente cominciata la campagna elettorale per il rinnovo del consiglio comunale di Napoli e delle dieci municipalità in cui è suddivisa la terza città di Italia, che vedrà migliaia di cittadini democraticamente partecipare per la conquista di un seggio, in qualità di consigliere municipale o comunale e nove candidati sindaci sfidarsi per la conquista della prestigiosa fascia tricolore. Come ogni campagna elettorale che si rispetti, in particolar modo per le amministrative, non poteva non mancare il fenomeno delle liste fai da te, organizzate alla buona e meglio da politicanti di professione, in servizio permanente effettivo. Come non potevano non esserci le cosiddette liste civiche, che sostengono candidati di centro sinistra e centro destra che altro non sono che seconde liste dei principali partiti politici italiani.
Oltre ai soliti candidati, malati di protagonismo elettorale, presenti ad ogni tornata elettorale, anche se caratterizzata da magri risultati, abbiamo un gran numero di candidati trasformisti, che allegramente sono passati, nel corso degli anni, qualcuno dei mesi, di partito in partito, di coalizione in coalizione, unicamente per cercare di trovare un posto al sole, ossia in consiglio comunale.
Non potevano non mancare i candidati impresentabili, di cui i maggiori giornali hanno scritto centinaia di articoli. Noi vogliamo farvi conoscere, invece, i "presentabili" candidati identitari presenti nella liste per il comune e per le 10 municipalità di Napoli.

Candidati armati di buona volontà, di sicura fede, che vogliono fare qualcosa di concreto e di positivo per il riscatto di Napoli, come nel caso di Alfonso De Angelis, candidato nella quarta  municipalità sotto le insegne della lista civica Fare città.



Alfonso De Angelis è un ex militante del Movimento Sociale Italiano, metaforicamente cresciuto a pane e fiamma, che dal congresso di Fiuggi, ovvero quando la destra italiana ha smorzato l'ardore della fiamma ha deciso di dedicare il proprio impegno nella casa del suo quartiere. Alfonso De Angelis, cittadino residente nel quartiere San Lorenzo Vicaria, seguendo l'esempio dell'amico Vincenzo Perez, che da anni conduce una battaglia civile nel Rione Sanità, lo si vede spesso a bordo del proprio ciclomotore, mentre con scopa e palette, al calar del sole, con l'aiuto di altri volontari del quartiere ripulisce le aiuole dei giardini di Piazza Carlo III e Piazza Poderico.
Infatti incontro per l'intervista  il candidato De Angelis mentre è impegnato in un'opera di pulizia delle aiuole dei giardini di Piazza Carlo III.  Le sue armi di battaglia sono scopa, paletta e twitter.
 Cavalcando l'onda delle rivoluzioni 2.0 il modo di Fare città di Alfonso passa per la moltitudine di segnalazioni inviate al sindaco di Napoli e troppo spesso ignorate.


1) Come giudica l'operato di chi nel corso degli anni ha governato la città?

Credo che Napoli sia divisa in due, non da una cortina di ferro, ma da una frontiere di monnezza

2) Mi può chiare questo concetto?

Certamente, è palese il fatto che l'essere zapatista del sindaco di Napoli, non lo spinga a guardare oltre il centro storico della città, aree nelle quali, attraverso un opera di proseliti fatti da hoc, si è creato un forte e radicato consenso elettorale.

3) Essere contraddittoriamente di sinistra, quindi?

Si, un sindaco che dice di dedicarsi anima e corpo alla causa degli ultimi, mentre egli stesso finisce per creare delle disparità, tagliando la città in due, o non ha le idee chiare, oppure punta a fare solo gli interessi di alcuni cittadini

4) Cosa spinge a fare tanto per il suo quartiere quando chi dovrebbe realmente preoccuparsi si gira dall'altro lato battendo la fiacca?

Ha mai provato a guardare negli occhi una sua figlia quando le chiede il motivo per il quale è costretta a restare chiusa in casa, impossibilitata ad uscire perché nel nostro quartiere gli unici spazi verdi sono invasi da pattume e degrado?  Io lo faccio spesso e ogni volta che sono costretto a darle un rifiuto dentro di me qualcosa muore, non si può impedire ai bambini di dare libero sfogo a quelli che sono i propri desideri, spesso sono combattuto, vorrei cedere e consentirle di stare insieme alle proprie amichette di scuola, ma poi l'istinto prende il sopravvento e per spirito di paura sono costretto a dirle di no. I bambini, sono il nostro futuro, privarli della possibilità di giovare perché esposti ad una serie di pericoli, rappresenta una forzatura che li segnerà per tutta la vita.










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