mercoledì 25 maggio 2016

Gianluca Iannone (Casa Pound) :il nostro è un programma rivoluzionario, Salvini un grande bluff


(G.p)Il quotidiano on line Affari Italiani intervista Gianluca Iannone, leader indiscusso di Casa Pound Italia sui temi dell'attualità politica, dalle prossime elezioni amministrative previste per il 5 giugno, che vedrà protagonista anche Casa Pound con proprie liste e candidati sindaci a Roma, Torino, Latina, Lanciano ed altri comuni minori ed in alleanza con liste civiche o altri movimenti a Milano e Napoli.



Mancano pochi giorni alle elezioni amministrative, Casapound sarà presente in tutta Italia il 5 giugno?
"Siamo presenti a Roma, a Milano, a Latina, a Lanciano, a Torino e in altri comuni minori".

Dove non ci siete, che indicazione date ai vostri elettori-simpatizzanti?

"Invitiamo all'astensione. Non ci interessa alimentare il solito teatrino".

Che cosa pensa della sconfitta netta del Centrodestra al ballottaggio di Bolzano?
"La cosa importante lì è che ha vinto Casapound. Il risultato che è stato fatto al primo turno è eccezionale visto che nel giro di un anno sono stati triplicati i voti. Questa crescita esponenziale è sicuramente un risultato che va analizzato e da prendere in considerazione. Il duro lavoro di tutti i giorni vince".

Se a Roma ci fosse il ballottaggio tra la Raggi (M5S) e la Meloni, lei chi voterebbe?

"Sia la Raggi sia la Meloni non hanno l'interesse di cambiare effettivamente questa città. Il nostro è un programma rivoluzionario e noi potremmo appoggiare chi delle due ci promette di attuare il nostro programma. Ma visto che questa cosa non avverrà noi, al momento, al ballottaggio credo che andremo al mare".

Matteo Salvini ad Affaritaliani.it, rispondendo a una domanda su Casapound, ha affermato che non gli interessa l'1% in più ma si allea solo con forze che puntano a governare il Paese. Che cosa ne pensa?

"Bene, vedremo se avrà l'1% in più. E' tutto da vedere e da dimostrare. Lui di fatto sta dimostrando di volere governare questa nazione così come è stata governata fino ad oggi. Aveva illuso l'elettorato che fosse un cambiamento vero e invece è soltanto un nuovo assestamento del meccanismo".

Salvini troppo moderato?
"E' chiaro. E' un grande bluff. Un anno fa diceva delle cose che oggi ha completamente disatteso. E' tornato con Berlusconi e questa cosa va spiegata all'elettorato. Perché a Milano si va con una formazione, addirittura con Maurizio Lupi, e a Roma con un'altra? Stiamo parlando di schizofrenia conclamata. E' chiaro che alla lunga l'elettorato si renderà conto di questo grande bluff che è rappresentato da Salvini".

E dei 5 Stelle che cosa pensa?

"Anche loro sono un altro grande bluff. Hanno preso oltre il 20% dei consensi con tantissimi deputati e senatori, dovevano aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno, ma di fatto è un gruppo fantasma. Tranne quei 4 o 5 che hanno diritto di parola gli altri non si sa chi sono e che cosa fanno. Di rivoluzionario non hanno fatto assolutamente nulla. Se si sente Beppe Grillo si sentono dichiarazioni di destra, se si sentono gli altri si fanno dichiarazioni di sinistra. E' una tecnica del rimbalzo, si prendono delle battaglie sacrosante, si fanno proprio e poi si annullano. Tutto e il contrario di tutto al fine di...niente. Al fine di un consolidamento. Non hanno fatto se non consolidare quello che è sotto gli occhi di tutti".

I rappresentanti in Italia della destra austriaca di Hofer che ha sfiorato la vittoria alle elezioni presidenziali siete voi di Casapound o è Salvini?
"E' chiaro che siamo noi. La Lega è soltanto uno specchietto per le allodole. Con l'appoggio di Parisi a Milano, che non perde occasione di attaccare Casapound, si trovano a sostenere un Sarkozy in salsa italiana, altro che la Le Pen".

Perché non c'è una riunificazione delle tante sigle di destra come Casapound, Forza Nuova e altri partiti e/o movimenti?
"Non è l'unità che fa la forza ma è la forza che fa l'unità. Quindi al momento, oltre al fatto che ci sono dei destini e degli obiettivi diversi tra i vari gruppi, non è unendo tutti i vari gruppi che si è più forti ma bisogna essere forti nel proprio percorso e nella coerenza quotidiana. Poi non vedo militanza negli altri movimenti, stiamo parlando di cartelli che sbucano solo in occasione delle elezioni".

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