lunedì 16 maggio 2016

Botte a CasaPound. Aspettiamo il morto?





(G.p)Roma purtroppo rivive il clima pesante del ritorno alla violenza politica, soccombendo sotto il peso delle fazioni più estremiste. Vittime di questo clima d'odio sono stati alcuni militanti di Casa Pound  impegnati in un banchetto elettorale. Sabato mattina, il loro banchetto, presente in via di Acqua Bullicante è stato assaltato da una cinquantina di militanti della sinistra antagonista dei centri sociali romani che armati di catene e bastoni hanno distrutto il gazebo e ferito due persone, accanendosi su un disabile, la cui unica colpa è quella di essere un simpatizzante di Casa Pound.
Il Tempo, storico quotidiano romano, con un interessante articolo, che pubblichiamo per intero, si pone un interessante interrogativo sul ritorno della violenza politica in città, botte a Casa Poud, aspettiamo il morto?



La Roma sospesa tra centrodestra e centrosinistra, tra movimenti civici e uomini nuovi poco avvezzi alla politica, rivive il clima più bollente degli anni passati e soccombe sotto il peso delle fazioni più estremiste. Ieri mattina,(sabato per chi legge) intorno alle 11,30, il banchetto di CasaPound tra via di Acqua Bullicante e via Luchino dal Verme è stato letteralmente distrutto da un gruppo di ragazzi del vicino centro sociale. In venti, armati di catene e bastoni e coperti dai caschi integrali, hanno smontato il gazebo e un tavolino di plastica ferendo due persone e accanendosi su un disabile tuttora ricoverato all’ospedale Vannini in prognosi riservata.

Siamo lontani dagli anni di piombo, ma l’atmosfera a poche settimane dalle elezioni è pesante come poche altre volte. Quattro poliziotti in servizio a tutela dell’attività propagandistica in strada, sono stati aggrediti dai ragazzi del centro sociale che tentavano di strappargli via dalle mani un compagno appena fermato. Al momento sono ancora in corso le attività di indagine per risalire ai responsabili e ricostruire l’esatta dinamica dell’assalto che, a metà mattina e tra famiglie in giro nonostante la pioggia, ha spaventato non poco residenti e commercianti del quartiere Pigneto. Tuttavia, troppo spesso l’attività di repressione non si è dimostrata severe come ci si aspetterebbe: pochi gli arresti in confronto al numero dei partecipanti ai blitz.

Stefano Butolo candidato di Casa Pound al V muncipio  insieme con Marco Di Giacomo, disabile al 75% e simpatizzante con gli altri al banchetto. Entrambi sono finiti in ospedale. Butolo, robusto e in grado di fronteggiare l’aggressione, se l’è cavata con un trauma cranico e sette punti di sutura alla testa: «Ho cercato di restare in piedi, nonostante fossi un lago di sangue – ha detto - Sapevo che se fossi caduto sarebbe stata la fine». Più grave il giovane disabile, ricoverato al Vannini per la frattura dello zigomo e dell’orbita oculare, ha una ferita alla testa che gli hanno chiuso con sei punti e dovrà essere sottoposto a un intervento maxillo facciale. Presa a schiaffi anche una ragazza che era con gli altri al gazebo per distribuire volantini.

«Abbiamo subito un atto infame – commenta Simone Di Stefano, candidato Sindaco per CasaPound - Un ragazzo disabile, un simpatizzante che non ha alcuna colpa, è stato massacrato di botte quando era ormai a terra. È stato colpito in faccia. A questo punto noi potremmo chiamare quattrocento, cinquecento dei nostri e assaltare il centro sociale dal quale sono venuti i ragazzi che hanno assaltato il banchetto. Invece no, ci limitiamo a difenderci. Dispiace solo che nessuno dei candidati a sindaco della città abbia speso una parola per stigmatizzare questo tipo di comportamenti e per dire che tutti hanno diritto a stare per strada come gli altri a chiedere il voto agli elettori. Ma tanto questa solidarietà noi non la riceveremo, per cui ci comporteremo di conseguenza».
A sorpresa, nel pomeriggio, è arrivata la nota di Stefano Fassina, candidato SI-Sel – escluso per il momento dal Tar – a sindaco di Roma: «Condanniamo sempre la violenza anche quando è rivolta, come in questo caso, contro CasaPound, movimento incompatibile con l’anima antifascista della nostra Costituzione. CasaPound eviti gravi provocazioni: in coerenza con la nostra Costituzione e la storia partigiana della nostra città, Roma non può ospitare il raduno delle destre fasciste previsto per il 21 maggio prossimo». L’aggressione è avvenuta a distanza di poche ore dal blitz di Forza Nuova nella sede del gay center, a Testaccio. L’irruzione di Alessio Costantini, candidato al Comune di Roma, non ha causato danni né feriti. «Le unioni civili non saranno mai legge», ha gridato facendosi riprendere in un filmato poi pubblicato sulla propria pagina facebook.

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