lunedì 15 febbraio 2016

La destra si ribella: a Roma servono le primarie

(G.p) Guido Bertolaso, candidato alla carica di sindaco della città eterna, indicato dall'ex premier Berlusconi e sostenuto da Giorgia Meloni e Matteo Salvini dovrà risolvere parecchie grane. Per primo, dovrà cercare di ricompattare il centro destra romano, che altrimenti presenterà almeno altri due candidati a sindaco, Francesco Storace, sostenuto da Azione Nazionale e da La Destra, e Alfio Marchini, sostenuto oltre che dalla propria lista civica anche dai Conservatori e Riformisti di Raffaele Fitto.
Con Bertolaso, dichiarano i sostenitori di Storace e di Marchini non ci sono speranze di vittoria, perché si tratta della solita candidatura scelta nella stanza di bottoni. Per arrivare ad una candidatura unitaria, con buone possibilità di vittoria occorrerebbero le primarie, non graditi però a Berlusconi e Salvini.
La collega Francesca Pizzolante, dalle colonne de il Tempo, con un interessante articolo, che pubblichiamo per intero, ci racconta la ribellione dei candidati di destra alternativi a Bertolaso, pronti a correre da soli in caso di mancato svolgimento delle elezioni primarie.



Prime emergenze da risolvere per Guido Bertolaso. L’esperto che ha affrontato le situazioni estreme ora dovrà vedersela con i precari equilibri della politica e tentare di ricompattare il centrodestra. Nel day after l’ufficializzazione della sua candidatura a capo della triade formata da Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia, insorgono gli altri candidati d’area che all’unisono affermano: «Si facciano le primarie oppure sarà tutti contro tutti». Lo ribadiscono Francesco Storace e Alfio Marchini, intervenuto alla convention di Conservatori e Riformisti nel corso della quale Raffaele Fitto ha palesato il sostegno a Marchini e rilanciato l’esigenza delle primarie.
«Con Bertolaso non c’è opportunità di vittoria - ha detto l’eurodeputato dal palco del teatro Ambra alla Garbatella - Diciamo no alle candidature scelte nelle stanze dei bottoni. Noi stiamo con Roma e con Alfio Marchini. A chi teme l’invasione di stranieri alle primarie del centrodestra rispondo che il problema verrebbe saltato se si facesse votare chi è in possesso del certificato elettorale. Tuttavia non sono fiducioso in tal senso perché significherebbe creare un precedente che potrebbe avere ripercussioni sulle future scelte dei leader nazionali». Non si ricorrerà alla selezione del candidato. Ne è convinto Alfio Marchini che prepara il rullo di tamburi prima dell’attacco e confida nel sostegno dei malpancisti all’interno di Forza Italia, ma anche Lega e Fratelli d’Italia. Tra i primi ad esprimere dei dubbi sulla scelta di Bertolaso è stato Gianni Alemanno che, a poche ore dalla nota congiunta in cui si lanciava in campo l’ex capo della protezione civile, ha twittato: «Rispetto Bertolaso ma, la destra è un’altra cosa. Azione Nazionale per le primarie a Roma». «Le primarie non hanno avuto il coraggio di darcele, vuol dire che ci conteremo nelle urne e avremo grandi soddisfazioni - ha detto Marchini - Ricordo che la prima volta che scesi in campo tutti i sondaggi mi davano all’1%, a fine campagna elettorale ero al 10%. Ignazio Marino è caduto per mano della componente Marchini, vorrei ricordarlo a tutti coloro che hanno tentato di metterci il cappello sopra. Oggi tuttavia si è aperta una breccia importante perché diversi esponenti dei partiti che sostengono Bertolaso, per la prima volta e alla luce del sole, con coraggio hanno espresso un dissenso rispetto alla linea imposta. Hanno fatto tutto questo senza aver stretto accordi sottobanco con me e senza aver chiesto nulla in cambio. Molti di loro non li conosco nemmeno di persona, però mi scalda il cuore sapere che godo di una stima diffusa anche tra chi milita in Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia. La verità è che i grandi eserciti sono in rotta e hanno effettuato la scelta sbagliata perché in preda alla paura. Noi non strumentalizzeremo vicende giudiziarie - ha concluso Marchini - ma questo non vuol dire che non faremo sconti a nessuno. Vorrei conoscere a breve il programma per rilanciare la città. In questi mesi di tristi balletti non ho mai sentito parlare di idee per Roma. Questa città, che profondamente amo, è in una situazione assai complessa e solo chi conosce a fondo le esigenze dei cittadini può trovare valide soluzioni. Io non ho mai smesso di girare per quartieri. È ora - ha concluso - al lavoro e alla lotta».
Assicura di non arretrare di un millimetro Francesco Storace, leader de La Destra. Il candidato a sindaco per Roma, interpellato sulla scelta di Bertolaso ha risposto: «Se tre persone importanti, due delle quali sono per le primarie, hanno chiesto a Bertolaso di candidarsi immagino sia candidato alle primarie. Quindi, vinca il migliore. Se non le faremo lui resta il loro cand
idato».

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