mercoledì 3 febbraio 2016

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Cermis: CasaPound Italia ricorda le 20 vittime della strage americana del 3 Febbraio 1998

(G.p)Con il termine strage del Cermis ci si riferisce ad un incidente avvenuto il 3 febbraio del 1998 nei pressi di Cavalese, località sciistica delle Dolomiti, sita in provincia di Trento. In quell'occasione ben 20 persone rimasero uccise perché un areo militare americano della United States Marine Corps, volando ad una quota inferiore a quanto stabilito dai regolamenti tagliò il cavo della funiva del Cermis.
Oggi ricorrono 18 anni dalla strage. In memoria delle 20 vittime, Casa Pound Italia si è recato sul luogo per ricordare il triste accaduto deponendo un mazzo di rose in ricordo delle innocenti vittime.
Di questa nobile iniziativa, in ricordo di 20 vittime innocenti, ce ne da notizia la Voce del Trentino, con un interessante articolo che pubblichiamo per intero.

Cermis : CasaPound Italia ricorda le 20 vittime della strage americana del 3 febbraio 1998



Il 3 febbraio 1998 il pilota di un aereo militare statunitense, volando ad una quota ben più bassa del consentito, causò la morte dei passeggeri e del macchinista della funivia del Cermis.

Nell'anniversario  della strage, come ogni anno, una rappresentanza di CasaPound Italia si è recata sul luogo per ricordare l’accaduto, deponendo un mazzo di rose rosse in ricordo delle 20 vittime della strage.

''Trascorsi 18 anni, le vittime del Cermis non hanno ancora ricevuto giustizia -sottolinea CasaPound Italia - il processo fu sottratto alla giurisdizione italiana per essere affidato a quella militare statunitense, con il vergognoso risultato di non registrare alcuna condanna per omicidio colposo, tanto meno per strage, e la reazione del governo italiano, rappresentato da Romano Prodi, fu così pavida e blanda, da oltraggiare la memoria delle vittime".

"CasaPound Trentino Alto Adige vuole ricordare le vittime della strage del Cermis a 18 anni dalla tragedia che si consumò in Val di Fiemme - conclude la nota - auspicando che mai più simili assurdi gesti possano costare una sola vita umana e che l’Italia tragga dal suo atteggiamento in quella triste vicenda il giusto insegnamento per saper essere non più colonia, ma Nazione".

I responsabili di questo massacro, i quattro militari dell'equipaggio, avrebbero dovuto essere processati in Italia, ma invece così non avvenne. I marine furono processati negli Stati Uniti, da un tribunale militare. Fu così che i due addetti ai sistemi di guerra elettronica del Grumman EA/6B non vennero neanche processati, perché ritenuti innocenti dal Procuratore. Mentre nella sentenza furono assolti il pilota ed il navigatore. Beffa finale fu, nel marzo 1999, il documento conclusivo della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle responsabilità relative alla tragedia, dove si legge che “questo era un incidente che era destinato ad avvenire, senza responsabilità alcuna dell’equipaggio”…


A nessuno sembrò casuale che di lì a poco gli Stati Uniti acconsentirono all’estradizione in Italia dell’attivista Silvia Baraldini, fortemente sostenuta dai movimenti e dai partiti della sinistra al governo, da anni detenuta in America per vari reati: contropartita risarcitoria per l'impunità della strage del Cermis? Sono in molti a pensarlo anche se si tratta solo di un'ipotesi. In compenso, l'Aereonautica Militare ha stampato qualche giorno fa un libro sui 100 anni dell'aeroporto di Aviano, "dimenticandosi" tuttavia di citare la strage del Cermis…

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