giovedì 22 ottobre 2015

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Forza Nuova, La Sinistra radicale, l’antifascismo e il resto di niente: ma chi ci sente

 


Sabato 24 ottobre sabato 24 ottobre verrà inaugurata in quel di Montefusco la sesta sede di Forza Nuova in provincia di Avellino alla presenza del segretario nazionale Roberto Fiore.
Una inaugurazione che ha suscitato forti polemiche politiche da parte del variegato mondo della sinistra irpina da Rifondazione a Sel, passando per i civatiani di Possibile fino agli antagonisti dei centri sociali che  hanno organizzato una conferenza stampa presso il centro sociale Samantha Della Porta nel corso della quale ha spiegato le ragione di una nuova mobilitazione antifascista.
La collega Maria Fioretti, dalle colonne di Ortica lab, quotidiano on line di informazione irpina, di fronte all'apertura della sesta sede di Forza Nuova nella verde Irpinia, ai 400 militanti che hanno marciato a Bologna la scorsa settimana, si pone il seguente dubbio, se la sinistra italiana abbia o meno sbagliato a fare memoria, se abbia sbagliato a fare antifascismo.
 
Forza Nuova, La Sinistra radicale, l’antifascismo e il resto di niente: ma chi ci sente
 
Sabato a Montefusco, in questa Irpinia, arriva Roberto Fiore in una sede di Forza Nuova, noi diciamo che non è il benvenuto. Ma a chi parliamo? Chi ci ascolta oggi? Qualcosa deve essere andata male: abbiamo sbagliato a fare memoria



Sabato a Montefusco, in questa Irpinia, arriva Roberto Fiore. Arriva in una sede di Forza Nuova. Il problema è permettere a questo partito di chiara ispirazione fascista di avere una sede in cui invitare il loro estremo leader a rigurgitare slogan populisti e nazismo casereccio.
La Costituzione italiana, la legge Scelba e anche la legge Mancino dovrebbero impedire che si inneggi a Mussolini, sputando sulla democrazia e di conseguenza sulla Resistenza, servendosi della violenza per suscitare e propagandare odio immotivato.
Siamo tutti dalla stessa parte e lo saremo sempre, antifascisti. Eppure Forza Nuova parla, Forza Nuova si riunisce, Forza Nuova scende in strada con quel suo manipolo di lobotomizzati vestiti tutti allo stesso modo.
A Bologna qualche giorno fa erano in quattrocento presenti dietro lo striscione “Ordine al Caos” ed erano per la maggior parte giovanissimi a reggere bandiere e indossare casacche rosse e nere. E noi che pur ci professiamo contrari ad un’ideologia contemporanea che troppo somiglia al ventennio, noi scriviamo volantini, chiamiamo a raccolta i democratici, c’indigniamo e intimiamo loro di tornare nelle fogne.
Diciamo no, che in questa terra i fascisti non sono i benvenuti. Lo dice la sinistra radicale, sono d’accordo anche io e probabilmente ci ritroveremo tutti insieme ad affermare ancora una volta che quel partito è incostituzionale, che si commette un reato, apologia di fascismo; che i sindaci, gli amministratori e la prefettura sono superficiali nel consentire che tutto questo avvenga in Italia, in Irpinia, con il peso della storia sulle spalle del popolo.
Ma a chi parliamo? Chi ci ascolta oggi? La società è cambiata e deve necessariamente esserne intercettato il linguaggio. Se Forza Nuova può contare tra le sue fila studenti, ragazzi, i famosi giovani sfiduciati che rifiutano la politica, allora qualcosa deve essere andata male: abbiamo sbagliato a fare memoria, abbiamo sbagliato a fare antifascismo.
Ha sbagliato chi è rimasto chiuso in un partito a contare le tessere, ha sbagliato chi probabilmente ha scambiato le scuole con le fabbriche, ha sbagliato chi si è riempito la bocca di parole che appartenevano a qualcun altro, in un altro luogo, in un’epoca distante. Ha sbagliato chi quegli ideali non è riuscito a trasmetterli, chi oltre le aule non è stato in grado di educare a quel rispetto che oggi muore dietro simboli e sigle.
Fare opposizione, essere contro in questo momento non risponde ad una domanda fondamentale. Dovremmo interrogarci sui cambiamenti di una generazione che finora abbiamo dato per scontata, pensando che le nostre idee sarebbero state ereditate per osmosi, fregandocene del disinteresse diffuso, del bullismo, della rabbia e dell’insoddisfazione di chi in questo momento storico sta crescendo senza un appiglio, né un punto di riferimento forte. Si rischia di associarsi a Blocco Studentesco per fare la rivoluzione, senza avere la minima consapevolezza della scelta che si sta facendo, è questo che bisogna spiegare, si deve essere presenti sempre per offrire ragionamenti alternativi.
Antifascisti oggi, ma grazie a quale insegnamento? Se Forza Nuova invita Roberto Fiore, se l’ignoranza prende piede e conquista spazio, è colpa anche nostra che abbiamo fatto del ricordo il peso morto della storia.
Non esiste più la pratica quotidiana della politica nella società e nei territori, non c'è più partecipazione attiva e la sinistra si accartoccia su se stessa. Sono certamente fascisti manipolati che si scagliano contro chi è più debole, facendo leva su sentimenti primordiali, ma trionfano loro, perché noi siamo assenti. Sono una minoranza che fa eco perché ogni giorno intorno c'è il silenzio e nelle strade sono rimasti soltanto loro.


 


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