mercoledì 7 ottobre 2015

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Sconfitto da Giorgia Meloni, Gianni Alemanno politico senza casa e senza seggio piange miseria

Gianni Alemanno, il grande sconfitto dalla due giorni dell'Assemblea della Fondazione An, in una intervista, rilasciata al collega Antonio Rapisarda, risponde a pungenti domande sul post assemblea, sul ruolo dei cosiddetti quarantenni, sul futuro della destra che verrà, auspicandosi che non sia subalterna agli alleati Berlusconi e Salvini.
L'ex sindaco di Roma precisa di non sentirsi una zavorra ricordando come alle scorse europee abbia portato a Fratelli d'Italia in dote 45 mila preferenze conquista nel collegio Sud.
Intanto, grazie ad una seconda intervista, rilasciata al Fatto Quotidiano, apprendiamo che l’ex sindaco di Roma si è fatto pagare 70mila euro dalla sua Fondazione nella qualità di presidente perché ha avuto un momento di difficoltà economica dopo la mancata elezione a sindaco di Roma. Una difficoltà che l’ha costretto anche a vendere due sue case:

Cara Giorgia, hai preso i nostri voti e ci insulti
Alemanno: "Sono una zavorra? Alle Europee ho portato a Fratelli d’Italia 45mila preferenze"

Gianni Alemanno, perché l’Assemblea della Fondazione An non vi ha dato fiducia?
«Ha prevalso la disciplina di due partiti: da un lato Fratelli d’Italia, dall’altro un pezzo di Forza Italia. Molte persone che fino a poche ore prima sostenevano la mozione dei "quarantenni" ci hanno detto: "Mi dispiace, non posso votare. Mi hanno imposto di fare diversamente". Di fronte agli "ordini di scuderia" la nostra aggregazione, che non aveva un partito alle spalle ma che lo voleva costruire per il futuro, ha perso spazio».
  
I vincitori sono stati durissimi con voi.
«Molto. Quando mi chiedono perché non ci siamo accordati con la "mediazione" di La Russa rispondo invitando a leggere le interviste di Meloni e i social dei suoi dirigenti. Avevamo capito che quella proposta, peraltro poco entusiasmante, era più un’idea di La Russa che non un convincimento profondo del vertice del partito. Ci auguriamo che i bollori si calmino, anche se abbiamo saputo che in queste ore ben quattro federazioni - considerate vicine al nostro ambiente - sono state commissariate da Meloni: Livorno, Caserta, Avellino e Asti, insieme all’onorevole Schifone rimosso dal coordinamento regionale della Campania. Una epurazione grave».
  
Lei si sente una «zavorra», come è stato definito dai suoi avversari?
«Alle Europee ho conquistato 45mila voti e sono, dopo la Meloni, il candidato con più preferenze. Se questo è essere una zavorra... Nella polemica noi non abbiamo mai utilizzato questi toni».
  
I quarantenni erano dei «prestanome»?
«Sono persone elette coi propri voti, non nelle liste di nominati. Sono professionisti, gente adulta: per quale motivo dovevano essere le nostre marionette? In realtà dava fastidio che la prima linea della nostra proposta non fosse fatta dai famosi "ferrivecchi" ma da gente nuova provata sul campo».
 FdI ha il simbolo e il mandato dalla Fondazione. Battaglia sulla nuova An chiusa?
«Io ci credo ancora. È necessario raccogliere le energie della destra, superando i patriottismi di partito. A questo punto, però, l’onere della prova spetta a FdI. La loro mozione parla di congresso aperto e aggregante: ci dimostrino come intendono fare tutto questo».
  
Il «fantasma» di Gianfranco Fini vi ha ostacolato?
«È stata l’arma dialettica dei nostri avversari, ma in realtà Fini nella nostra aggregazione non aveva alcun ruolo, tantomeno quello di regista. Si è limitato a offrire opinioni, da libero cittadino che qualcosa con la storia della destra ha avuto a che fare. Tutti i dirigenti ex-An, più di ogni altro Giorgia Meloni, sono stati fortemente aiutati da Fini nella loro carriera. Io credo che un uomo di destra debba tener conto della propria storia, senza cadere in ipocrite demonizzazioni».

 Tra Salvini e Meloni, che spazio pensa di poter occupare?
«Di certo non alternativo a Meloni. Molte cose che dice le ho suggerite io dentro Fdi. Ma questo non basta, c’è bisogno di una destra più forte per non essere subalterni agli alleati».

Ingegnere Alemanno, ci spiega cosa sono queste fatture trovate dalla Guardia di Finanza? Lei in tv dice che fa l’ingegnere per vivere e noi immaginavamo ponti o case. E invece lei nel 2013-2014 si è fatto pagare come ingegnere circa 70 mila euro dalla Fondazione Nuova Italia, quella di cui lei era presidente. Come è questa storia?
Queste fatture non c’entrano nulla con la mia attività professionale. Non sono state fatte come ingegnere. Quando faccio delle attività di qualsiasi genere uso la partita Iva, ma nell’oggetto c’è scritto qualcosa come “collaborazione”.

L’ammontare è più o meno pari allo stipendio da sindaco, sembra quasi una sostituzione del reddito perso.
Dopo che ho finito il mio incarico da sindaco, per un certo periodo mi è stato pagato un compenso come presidente della Fondazione  perché avevo tante spese da pagare per la campagna elettorale e non avevo proprio reddito materiale.

Ma lei ha il vitalizio dalla Camera dei deputati di circa 4 mila e 500 euro e poi è stato anche consigliere regionale.
Non prendo il vitalizio da consigliere regionale perché mi sono fatto liquidare i contributi. Prendo solo quello da parlamentare ma il problema è che, per pagare i debiti della campagna elettorale, ho dovuto vendere la casa di Roma e sto vendendo anche quella al mare che mi aveva lasciato mio padre.

Un bagno di sangue.
La campagna si è conclusa con un disavanzo dichiarato di circa 400 mila euro. Mi sono trovato in forte difficoltà economica.

Così la “famosa” casa di pregio ai Parioli comprata dall’Inail nel 2007 ha preso il volo?
Sì e ho incassato poco per la crisi del mercato, ma sono stato costretto a vendere perché così ho estinto due mutui (la casa è stata venduta a 620 mila euro nel luglio 2014 ed era stata comprata a 530 mila, ndr)e non è finita: mi resta ancora un prestito con una rata di 800 euro al mese. Tutto ciò però non ha nulla a che fare con l’indagine.

2 commenti:

  1. Se vede che so proprio " de destra " ...
    E pensare che per anni gli abbiamo coperto il culo all' università,
    e li abbiamo avuti a portata di schiaffi ...
    Che pezzenti.

    RispondiElimina
  2. E qui siamo all'apoteosi ...
    http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/11835633/Gianni-Alemanno-piange-miseria--.html

    RispondiElimina

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