giovedì 10 settembre 2015

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Se cambi posto in curva ora c’è la multa: 167 euro. Alla seconda infrazione scatterà il daspo



(Gp) In un recente passato, sono stato un accanito tifoso del Napoli, abbonato in curva A, ho seguito la mia squadra del cuore anche in trasferta, da forsennato ho  guardato la partita in piedi, ho fatto il tifo, ho cantato cori beceri contro le altre squadre di calcio ed i loro tifosi, non ho rispettato il posto che mi è stato assegnato allo stadio. Ero in ottima compagnia. Ero convinto di non far nulla di male del non sedermi al posto assegnato. In fondo avevo pagato un abbonamento di curva per assistere alle partite del Napoli ed in curva ero sempre presente, caldo, pioggia, freddo, vittoria, sconfitta, poco importa, fino a quando non sono venuto a conoscenza di quanto è successo in curva sud a Roma.
Alcuni tifosi della Curva Sud che come me, non si sono seduti al posto assegnato, hanno ricevuto una contravvenzione da 167 euro perché nel corso della partita Roma Juventus, valida come seconda giornata del campionato di serie A non hanno rispetto il posto indicato dal titolo di accesso.
Per questi tifosi, alla seconda violazione nella stessa stagione sportiva scatterà il Daspo da 1 a 3 anni.
Un procedimento davvero unico nel suo genere, davvero illiberale. D'altronde i problemi di Roma sono questi. Questa incredibile storia ci viene descritta magnificamente dal collega Fabio di Chio sulla versione on line del quotidiano il Tempo che pubblico interamente.
 



Se cambi posto in curva ora c’è la multa: 167 euro

La polizia scova e colpisce 42 tifosi romanisti Alla seconda infrazione scatterà il Daspo



 Per questo teppista, alla seconda violazione nella stessa stagione sportiva scatterà il daspo da 1 a 3 anni. E' ovvio che il teppista farà ricorso, spiegando la ragione per la quale non ha potuto rispettare il proprio posto in Curva Sud.
Sin dalla prossima partita, quindi, suggerisco di subissare gli stewards presenti in Curva Sud chiedendo a ciascuno di loro in quale punto si trova il vostro posto, lamentando - se del caso - che il seggiolino è sporco ovvero che un energumeno proprio non vuol saperne di andarsene, chiedendo altresì di verbalizzare il tutto qualora doveste essere multati dai solerti "tutori dell'ordine".
Del resto, i problemi di Roma sono questi.
A breve metterò on line un fac-simile di ricorso che potranno utilizzare tutti i teppisti che riceveranno un foglio simile."

Ogni volta che penso che abbiano raggiunto il limite dello schifo riescono a superarsi

Allo stadio di calcio vietato cambiare posto. Costa una multa da 167 euro venire scoperti a occupare un sedile diverso da quello assegnato con l’acquisto del biglietto. E alla seconda infrazione scatta il Daspo. A Roma sono cominciate le maniere forti contro i tifosi indisciplinati. La sanzione se l’è vista notificare dal Commissariato Prati un sostenitore giallorosso che quel posto sembra sia stato costretto a lasciarlo. E non solo lui. Hanno ricevuto l’accertamento altri 41 "irregolari" pescati dal mirino della polizia. Dati alla mano della Questura, nella stagione calcistica 2014/15 sono state 184 le sanzioni amministrative, pari a 30 mila euro. E visto i primi numeri della nuova stagione, pare che le forze dell’ordine non facciano sconti.
Il multato (e in teoria potrebbero domandarselo anche gli altri 41), che ha fatto girare il verbale su Facebook, sostiene che sarebbe stato costretto a togliersi di mezzo per paura, perché non avrebbe avuto altra scelta, persuaso da chi è abituato a farsi spazio senza galanterie.
L’occasione è stato l’incontro del 13 agosto scorso tra Roma e Juventus. Scrive la polizia: lo spettatore «veniva riconosciuto dal sistema di telecamere in uso nell’impianto sportivo non occupare il proprio posto assegnato all’interno della Curva Sud», della Roma. Il verbale di accertamento si rifà a una legge del 2003 e al Regolamento della stadio Olimpico. «Lo spettatore ha il diritto/dovere di occupare il posto assegnato e pertanto con l’acquisto del titolo di accesso si impegna a non occupare posti differenti, seppur non utilizzati da altri soggetti, salvo non espressamente autorizzato dalla società su autorizzazione delle competenti autorità».
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In sostanza, la polizia è in grado di controllare chi occupa il posto allo stadio, e di accorgersi se, dopo il calcio d’inizio, un’altra persona siede abusivamente in quella stessa posizione. È stato messo in piedi un circuito di telecamere, un "grande fratello" studiato per tenere sotto controllo la situazione e soprattutto i violenti.
Nei mesi scorsi sono stati firmati 184 Daspo (divieto di partecipare a manifestazioni sportive). Solo 70 a luglio. In quello stesso mese la Questura di Roma lo aveva detto che i tempi sarebbero cambiati per i tifosi più burrascosi. «La situazione attuale è inaccettabile - aveva chiosato il questore Nicolò D’Angelo - ci troviamo di fronte a un mostro a sette teste in curva: continui scavalcamenti, settori pieni e corridoi ingombrati che mettono a repentaglio gli interventi di sicurezza». Era stato detto che per l’inizio del campionato di calcio 2015/16 sarebbero entrate in vigore nuove misure di sicurezza. In primis, la divisione delle Curve: la nord dei tifosi laziali, la sud dei giallorossi. In pratica, la separazione degli spalti con pannelli divisori, e la creazione di corridoi più ampi e agibili per consentire eventuali azioni di pronto intervento. Le misure prevedono che al centro e ai lati delle curve non sosterà più nessuno, grazie a un grande percorso protetto da new jersey alti 2,20 metri e sorvegliato da file di steward. Mentre sulle fasce sarà creato maggiore spazio in cui sarà vietata la sosta dei tifosi.
Per sabato è prevista l’ultimazione dei lavori per la sistemazione delle barriere nelle curve. E domenica prossima dovrebbero esordire in occasione dell’incontro Lazio-Udinese, terza giornata del campionato di serie A. La Uefa non vuole che nell’impianto circolino forze dell’ordine in divisa. E allora gli agenti saranno in borghese, dietro alle spalle degli steward, potendo disporre delle immagini che a getto continuo riverbera il sistema di telecamere che puntano il loro occhio sugli spalti e si concentrano sui violenti.
L’altro punto di forza della macchina di sorveglianza è all’entrata dello stadio di Monte Mario. Sono i bio-tornelli. Una identificazione che va oltre la verifica di nome e cognome del possessore del biglietto e si basa sulla verifica dei dati biometrici, parametri che riguardano caratteristiche fisiche, forma del volto, distanza degli occhi e altri connotati che dànno un’impronta inconfondibile

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