domenica 5 luglio 2015

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Referendum greco, l' italica destra identitaria e sovranista festeggia il no alla Troika europea


di Giuseppe Parente

Domenica 5 luglio oltre il 55% del corpo elettorale greco si è recato  alla urne per democraticamente votare su un referendum relativo alla decisione se la Grecia debba o meno accettare le misure fiscali imposte dall’Unione Europea, dal Fondo Monetario Internazionale e della Banca Centrale Europa.
Ha vinto il no con una percentuale di poco superiore al 60% anche se, per amore della verità, alle ore 22-20 mancano ancora i dati di 5000 delle 19159 sezioni elettorali sparse in tutto il territorio ellenico.
Oggi è un giorno di festa, perché la democrazia è una festa, ha detto Alexis Tsipras dopo aver votato - perché si può ignorare la decisione di un governo, ma non la decisione di un popolo" ha affermato il premier greco. Da domani, ha concluso il premier ellenico apriamo la strada per tutti i popoli d'Europa, oggi la democrazia ha battuto la paura.
In Italia, quasi tutti i principali partiti sono saliti sul carro dei vincitori, hanno pubblicamente elogiato il coraggio del popolo greco e la lungimiranza politica di Alexis Tsipras, leader di una sinistra che vince ad eccezione di Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia che ha  dichiarato :   Previsti ovvi brogli di Tsipras & C. Da molti giorni, scritti vari tweet sul tema, nessuna meraviglia per exit poll, speriamo in miracolo..
Anche per l'italica destra identitaria e sovranista, in tempi non sospetti si era schierata al fianco del popolo greco, contro questa Europa delle banche oggi è un giorno di festa.

Giorgia Meloni ,leader indiscussa di Fratelli d'Italia Alleanza Nazionale, in una nota, rilasciata alla stampa, ha dichiarato : quello dei greci è un voto eroico, uno schiaffo all'egoismo di Angela Merkel e alla fallimentare gestione della Unione Europea. I popoli europei cominciano a smascherare la grande menzogna dei tecnocrati di Bruxelles. Diranno che è populismo ma è solo ribellione alla schiavitù e stasera chi ama l'Europa dei popoli e delle Patrie si sente un po' greco. Saremo tutti greci anche domani, quando bisognerà impedire ai tecnocrati, alla Germania e ai governi fantoccio della Germania ...di mettere in atto misure per punire il voto di Atene.

Non poteva non mancare, in questo giorno di festa per il popolo greco, la puntale e banale dichiarazione di Mario Borghezio, europarlamentare eletto nelle file della Lega Nord Salvini che all'Ansa ha annunciato: oggi noi leghisti ci sentiamo tutti greci e da domani sventoleremo la bandiera greca sui banchi di Strasburgo, precisando che l'enorme potenza delle forze economico-finanziarie che dirigono la dittatura europea da Bruxelles è stata sconfitta dal coraggio, dall'orgoglio e dalla voglia di libertà di un grande popolo come quello greco.

E’ un atto straordinario di orgoglio nazionale, uno straordinario schiaffo alla tirannide, così come è straordinario che Tsipras, per affrontare e vincere il referendum, si sia trovato formalmente sullo stesso fronte del partito di destra sociale e, soprattutto, di Alba Dorata”, è il commento di Roberto Fiore, segretario nazionale di Forza Nuova and Freedom, quando i sondaggi ufficiali sembrano non lasciare dubbi sulla vittoria del No in Grecia, che supererebbe il 60%.
E’ straordinario che in tutta la campagna elettorale le parole chiave siano state ‘dignità, sovranità nazionale, libertà del popolo greco’, parte di un lessico abbandonato in Italia, dai politici di sinistra e di destra, da decenni, ma lingua necessaria per tutti, anche a sinistra, quando si vuol fare sul serio. Che il dibattito sul debito abbia, finalmente, inquadrato il concetto di debito “odioso” e usuraio e, con esso, abbia individuato la sua illegittimità. Che sia stato compreso, finalmente – ha concluso Fiore – che agli europei non serve la scimmia dell’ Europa, debole, serva e alla fame. Tutti i popoli del Continente, al contrario, hanno bisogno di un’Europa libera, grande e sovrana”.

Gabriele Adinolfi, saggista, intellettuale, politicamente vicino a Casa Pound, ha diffuso sul proprio profilo facebook una lunga nota intitolata Grecia e noi dopo il referendum precisando come nonostante il no proferito da milioni di cittadini greci al referendum nulla  sia ancora accaduto.
Ora la palla sta, in Europa, a Berlino che dovrà decidere come fronteggiare l’insidia, e in Grecia ad Alba Dorata che potrà e dovrà capitalizzare il NO in senso rivoluzionario e in un’ottica da terza via nel nome della Grecia e dell’Europa, quelle vere.
Ma la palla sta anche alla repressione di Alba Dorata da parte di Syriza o, peggio, al rilancio della guerra civile interna. D’altronde Padron Soros non nasconde le mire di smembramento della Grecia con la costituzione di uno Stato cosmopolita gran Macedone con capitale Salonicco e il sangue per questo dovrebbe scorrere. Aggiungici un milione di extracomunitari naturalizzati e sai a cosa la Grecia trascinata dai Chicago boys dovrà fare fronte, al di là dei problemi economici che il clown Varoufakis non ha la minima idea di come fronteggiare.
Ora inizia il ballo sul serio e con il ballo forse la tragedia.
Ora vedremo chi ha le palle e chi invece si limita a raccontarle



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