venerdì 26 giugno 2015

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Venezia, tre antagonisti condannati per il pestaggio del professor Sartori, leader di Forza Nuova

di Giuseppe Parente
Era il 12 maggio del 2009 e Sebastiano Sartori dirigente regionale di Forza Nuova, candidato all’epoca alla carica di presidente della provincia di Venezia stava andando a fare la spesa con la fidanzata, quando in zona Santa Margherita fu aggredito da ben 9 giovani aderenti ai centri sociali cittadini. Erano le 18 e fu brutalmente preso a calci e pugni. In quell’occasione Sebastiano Sartori, dopo essere stato picchiato in pieno giorno in una zona della città molto frequentata senza che nessuno intervenisse a sua difesa, finì in ospedale con diversi traumi su tutto il corpo.
 A picchiarlo furono dei militantidei centri sociali che frequentavano la zona di San Pantalon, che dopo sei anni sono stati chiamati a rispondere di quella violenza. In una nota, diffusa sul suo profilo di facebook Sebastiano Sartori dichiara : 
giustizia è fatta dopo 6 anni! Una delle più vigliacche aggressioni che in questi anni ho subito per mano dell'estrema sinistra cittadina dei centri sociali è stata PUNITA. Tre dei miei aggressori hanno avuto pene senza attenuanti ne sospensioni di sorta. Si apre il carcere per lor signori, dopo un probabile ricorso in appello. Tre anni e sei mesi per Marco Scandurra. Tre anni e due mesi per Valades. Tre anni e due mesi per Carnevale. Erano almeno in otto quel pomeriggio del 2009, e in otto mi hanno circondato e colpito con calci e pugni in pieno campo Santa Margherita tra mamme e bambini, tra i tavolini dei bar all'ora dell'aperitivo. Cinquanta giorni di prognosi sono una prova più che evidente di quanto odio e certezza di impunità avessero questi loschi figuri certi che il conto a loro non sarebbe stato mai presentato, perchè così fino ad oggi è stato; pestare un presunto fascista poi, era una ennesima medaglia di cui pavoneggarsi nella serata al "Rivolta", un titolo di benemerenza lo stile di picchiare una persona in branco, colpevole unicamente di non pensarla come loro. Sono felicie, certo, perchè oggi, con me, hanno ottenuto giustizia tutti i camerati aggrediti e picchiati in proporzione di uno a dieci come è prassi per questa gentaglia. Ma non è finita qui perchè altre condanne verranno per "lor signori" per tutte le altre aggressioni fisiche e verbali di cui sono stato fatto oggetto in tutti questi anni. Non ho mai ceduto, non perchè aspettassi che la Giustizia si esprimesse, ma per amore della mia Patria e della mia Venezia, in particolare, che continuerò a servire per civismo

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