giovedì 4 giugno 2015

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Mafia capitale: la seconda ondata colpisce soprattutto il Pd. Il legame speciale con Gramazio jr.

E' scattato il secondo blitz di Mafia capitale. Niente di tremendo, come invece ventilava qualche esperto, ma una retata nel ceto politico di supporto, con 44 arresti,19 in carcere e 25 domiciliari. La seconda ondata conferma la assoluta trasversalità del network affaristico-criminale. La figura di maggiore spicco per gli inquirenti è Luca Gramazio, figlio d'arte (il padre, Domenico, fu noto attivista missino di Roma sud, asceso fino a Montecitorio) e consigliere regionale di Forza Italia. Il giovane, considerato interlocutore privilegiato del duo Buzzi-Carminati nella definizione delle strategie di penetrazione negli apparati pubblici. Secondo Il Messaggero
(...) molti altri esponenti politici sono accusati di corruzione, aggravata dall'aver favorito un'organizzazione mafiosa: tra questi, oltre a Gramazio, vanno in carcere Massimo Caprari (Centro democratico), Mirko Coratti, Pd, ex presidente del consiglio comunale, Daniele Ozzimo, ex assessore alla casa e consigliere comunale del Pd, Pierpaolo Pedetti, consigliere Pd e presidente della commissione Patrimonio e politiche abitative, oltre a Franco Figurelli ex capo segreteria dell'assemblea capitolina. Ai domiciliari, Giordano Tredicine, vicepresidente del consiglio comunale e vicecoordinatore di Forza Italia per il Lazio, l'ex minisindaco di Ostia Andrea Tassone, ma anche l'ex presidente della Legacoop Lazio Stefano Venditti e il commercialista Stefano Bravo, già protagonista delle polemiche politiche legate alla prima ondata di arresti, perché tra i creatori della fondazione Human di Giovanna Melandri.
Di Luca Gramazio c'eravamo occupati già qualche mese fa, a proposito delle intercettazioni diffuse dalla stampa con discussioni "attovagliate" tra Carminati, i due Gramazio e un quarto interlocutore non identificato. La stampa per l'occasione dette ampio risalto alle questioni affaristiche non accorgendosi che un lungo pezzo della conversazione riguardava due delitti politici degli anni '70, tra loro inestricabilmente connessi, Valerio Verbano e Angelo Mancia. Perché nel fascino esercitato dal "Nero" sui politici di destra del terzo millennio ha giocato sicuramente un ruolo la sua storia di militante armato della fascisteria romana negli anni di piombo. Che è esattamente la tesi per cui, pochi giorni fa, Luca Telese è stato lapidato da tanti "cuori neri" offesi ...

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