martedì 5 maggio 2015

I funerali di Falvella. Cerullo ricorda: quel giorno Almirante e i gerarchi brindarono ...

Mercoledì 29 aprile abbiamo ricordato la morte di Sergio Ramelli, giovane studente cui sfondarono il cranio con le chiavi inglesi in un agguato sotto casa, soltanto perché militante del Fronte della Gioventù. Purtroppo non era il primo e non fu l’ultimo giovane di destra morto ammazzato, vittima d’una tempesta d’odio, di violenza e di terrore seminata da molti cattivi maestri di sinistra. Ma anche da taluni di destra. Avevo cominciato a pormi il problema dal funerale di Falvella. Tornando da Salerno a Roma, dopo la cerimonia, con Massimo Anderson ed Alberto Rossi, ci fermammo per un caffè in un albergo-ristorante lungo la strada. Mentre eravamo al banco sentimmo voci chiassose e allegre venire dalla sala da pranzo, ci parvero conosciute e ci affacciammo: come un’allegra brigata stavano stappando champagne Almirante ed altri gerarchi, che avevano come noi partecipato alla cerimonia, pronunciando accorati e infuocati discorsi. Ci allontanammo senza farci notare. Penso sia cominciato allora l’allontanamento che ha portato fuori dal MSI tutti e tre, me per primo. Ora che il MSI non c’è più non sussiste alcun alibi ad un pubblico esame di coscienza di chi ha fatto parte della classe dirigente del partito.

Pietro Cerullo, leader giovanile missino negli anni caldi della contestazione, ha avviato, dalle pagine di Destra.it, un interessante lavoro di ricostruzione di vicende più o meno note del neofascismo italiano, per dare vita a un dibattito aperto e senza sconti sulla storia del Movimento sociale italiano, a partire dal ruolo giocato, in Alto Adige, da una squadretta di militanti impegnata in un'attività di controinsorgenza diretta dai servizi segreti. Una vicenda in parte già nota, descritta in alcuni dei saggi sulla strategia della tensione. In questo caso, invece, il singolo episodio, al di là dello squallore umano che emerge, apre uno spiraglio di luce su un tema squisitamente politico: perché militanti duri e puri, per primo il leggendario capo dei Volontari nazionali, escono dal partito su posizioni "moderate", aderendo a Democrazia nazionale? Per Cerullo il distacco comincia quel giorno tragico e grottesco ...

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