giovedì 21 maggio 2015

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Cuori neri reloaded/4: continua il fuoco incrociato su Telese

Nonostante la bella intervista di Luca Telese ad Adriano Scianca  per Il Primato Nazionale (il responsabile culturale di CasaPound non è stato certo accomodante) continua il tiro incrociato sull'autore di "Cuori neri". La sua richiesta alla casa editrice di sostituire la copertina, ritenuta offensiva da molti, non è giudicata sufficiente. E' proprio la scelta, nel lungo capitolo di "aggiornamento", di parlare finalmente non solo di vittime ma anche di "carnefici" ad essere contestata, spesso con toni e termini molto aspri. Io, ovviamente, sono di opposto parere, e presto offrirò al dibattito la mia opinione ma intanto continuo, grazie al lavoro metodico di Giuseppe Parente, a proporvi un altro "giro" di commenti critici all'operazione Cuori neri reloaded


Onorato: Telese merita schiaffo educativo

Si allunga la lista dei signori che prenderà uno #schiaffoeducativo per il loro comportamento privo di rispetto, pensando che la legge italiani li tuteli. Oggi in lista è entrato Luca Telese che per vendere qualche libro in più strumentalizza la morte dei nostri caduti mischiandola con la presunta criminalità di Mafia Capitale. Telese lo #SchiaffoEducativo ti aspetta!
Giuseppe Onorato coordinatore forza nuova centro italia

Ambrosini: un accostamento indegno

Mettere sullo stesso libro vittime innocenti,di un periodo storico che fu una guerra civile, e una figura come Massimo Carminati con Mafia Capitale è indegno e senza un briciolo di onestà intellettuale. Chi conosce la storia di Mafia Capitale non può' mettere sullo stesso piano le due cose. Che poi
personaggi come Carminati facciano rivoltare nella tomba anche i giovani morti per l'idea è altrettanto certo
Alessandro Ambrosini, direttore Notte criminale

Cortini: Telese, ti rendo merito, ma striscia via, anzi rotola

Caro Telese,
mai stati né conoscenti nella vita né tantomeno "amici" in questa piazza virtuale.
I nostri cammini si sono incontrati solo una volta quando ti sedesti, purtroppo, accanto a me a Roma, in una sala strapiena a CasaPound, una sera di febbraio 2009 dove, accompagnato da due "compagni storici" come Tassinari e Mughini, Valerio Morucci si presentò ad un dibattito pubblico che fece scalpore iniziando col dire "io sono vostro Nemico". Di quella sera, oltre ciò che fu detto sia fra il killer internazionalista in pubblico che in privato fra lui ed un camerata (Marco Luchetti) che fu vittima dei suoi pallettoni assieme a "Cremino", ricordo solo la tua faccia. Non eri stato invitato "al tavolo" ma solo come spettatore, nessuno aveva chiesto il tuo parere, nessuno aveva chiesto un tuo autografo sul tuo libro (orrore, onta e bestemmia...). La tua espressione confermava, aldilà di ogni tua personalissima quanto "cazzituoi" tendenza, ciò che io avevo sempre pensato di te: eri quella che viene comunemente definita "una checca isterica". A parte l'abituale stile e cortesia con cui i padroni di Casa accolsero l'ospite e lo fecero accomodare, quella sera, come suol dirsi, "non ti s'inculò nessuno", e per te, che già calcavi da un pezzo le scene dei media fu evidentemente un affronto insopportabile ed un reato di lesa maestà pari all'assassinio di Cesare. Pensavo scoppiassi, anzi lo speravo, ma purtroppo l'esplosione non ci fu, evidentemente protetto da quei chili di strutto che rendono evidentemente infelice la tua vita. Chissà cosa facesti quella sera dopo essere uscito da quel palazzo di Via Napoleone III, tornato a casa. Hai urlato? Hai inveito? Ti è scappata anche la lacrimuccia? Hai gridato "mammatottò, fascicattivi.."?
Caro Telese,
ti ho sempre dato atto di aver, con la tua prima edizione di Cuori Neri, contribuito a rompere quel muro di silenzio, quella pietra tombale costruita da anni di ipocrisia partigiana e comunista sui nostri martiri, e ti do atto di averlo fatto non solo documentandoti ma anche andando a parlare con la gente "che c'era" e confrontando i dati persino con onestà intellettuale.
Quel libro segnò il tuo successo e ti fece spiccare il "volo" nell'empireo dei telegenici e dei "vips", tanto che persino da gauche arrivarono (mai capito se sincere ovvero obtorto collo, ma arrivarono) critiche lusinghiere anche, si fa per dire, illustri. Non so se il successo ti abbia dato alla testa piuttosto che la tua malcelata indole di cui sopra o un terribile "combinato disposto" delle due cose, ma di una cosa sono certo: appena vista (adesso) la copertina dell'ultima riedizione del tuo libro ho capito che denaro e visibilità sono i tuoi due punti di riferimento, e che sei passato, se già non lo fossi prima (inizio oggi a chiedermelo), sulla barricata di coloro che hanno campato e campano sulla pelle di chi ha versato il sangue sull'asfalto per un'idea.
Che sia stata Sperling & Kupfer a creare ed avallare una scelta di marketing antistorica e disgustosa (non voglio neanche pubblicarlo quello schifo di copertina) non importa, lo ha fatto certamente col tuo beneplacito.
Spero di non incontrarti mai più. Striscia via. Anzi, rotola
Stefano Cortini


Berio: Telese sbatte il “mostro” in copertina e infanga i “cuori neri”

La copertina è un pugno nello stomaco. Un primo piano di Massimo Carminati, il “nero” cui è stata attribuito tutto il marcio della politica corrotta nella Capitale dimenticandosi allegramente del compagno di merende Salvatore Buzzi, amicone della sinistra istituzionale e non. E poi quel titolo “Cuori neri“. Il titolo di un libro cult per la destra italiana, scritto dal giornalista Luca Telese che ora lo ha ripubblicato con Sperling & Kupfer aggiungendo alle storie di 21 ragazzi uccisi un capitolo su Mafia Capitale. E poi c’è un sottotitolo ancora più ambiguo e offensivo: “Dal rogo di Primavalle a Mafia Capitale, storie di vittime e carnefici”. Ma i cuori neri erano solo vittime dimenticate nel 2006, quando il lavoro di Telese sfonda tra il pubblico di destra. Cosa c’entra il rogo dei fratelli Mattei con i loschi affari di Carminati e Buzzi? Cosa c’entra la morte di Zicchieri con la mafia a Roma? E Ramelli? E Falvella? E Mantakas? Perché questa diffamante giustapposizione? Ci si augura che siano proprio i familiari dei “cuori neri” di cui Telese racconta le tragiche storie a prendere le opportune iniziative, anche in sede legale, per difendere l’onorabilità e la memoria dei loro congiunti.
Resta la tristezza e l’amarezza per un’operazione di marketing editoriale di cattivissimo gusto. Quanto Cuori neri uscì non tutti furono contenti a destra: benché il libro avesse fatto circolare nel grande pubblico vicende condannate all’oblio dall’ideologia manichea di sinistra c’erano indubbiamente molti errori e c’era qualche inesattezza di troppo. Telese fu anche accusato di voler “lisciare il pelo” al centrodestra berlusconiano all’epoca al potere. Di sicuro i tempi sono cambiati, al posto del berlusconismo c’è oggi il renzismo e il “ritocchino” al libro fatto da Luca Telese pare porprio servire allo scopo di cancellare quel peccato editoriale di una decina d’anni fa: dare corpo letterario alle vittime neglette dal sistema. Bene, oggi si ricorda che ci sono stati anche i “cuori brutti”, i carnefici, i terroristi. Nel racconto renziano i fascisti cattivi servono e meglio se un cuore non ce l’hanno proprio. Questo è quanto, ai lettori l’arduo compito di farsi un’idea…
Dopo le numerose proteste sui social lo stesso autore, in una lettera, rammenta di avere bocciato la copertina scelta dalla casa editrice Sperling&Kupfer ma di non essere stato ascoltato. Ora tornerà alla carica, anche sulla base dell’indignazione suscitata dalla nuova edizione. Resta il fatto che il capitolo in ci si parla di Mafia Capitale, e che la casa editrice presenta come un arricchimento della nuova edizione, è stato scritto da Telese e dunque l’accostamento tra storie molto diverse tra loro era già insito nel testo.

Renato Berio, Secolo d'Italia

Le puntate precedenti della saga:
1 - Barbadillo e C. contro l'operazione editoriale
2 - La replica di Telese
3- Ancora critiche dai giornalisti di destra


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