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Borghezio lancia la Lega Nazionale ... e in sala risuona l'inno russo

di Giuseppe Parente

"Bandiere tricolori, un vecchio documentario in bianco e nero, la distribuzione ai presenti del pane sociale, qualche saluto romano di vecchi nostalgici della destra missina che fu e come gran sorpresa le note dell’inno russo". Il "Secolo d'Italia" racconta così la nuova impresa politica di Mario Borghezio. Peccato però che poi inciampi nel "correttore automatico" di Word (immaginiamo: non riusciamo a pensare altra spiegazione logica per il refuso grottesco) e trasformi il più noto leader dell'eurasiatismo Dugin in "uno dei massimi esponenti del pensiero ebraista".
L’europarlamentare leghista , eletto nella circoscrizione Centro riunisce la sua “destra" a Roma e lancia grazie alla fattiva collaborazione del giornalista Ugo Gaudenzi, direttore di Rinascita, quotidiano di Sinistra Nazionale, la “Lega Nazionale”. Un ambizioso progetto, nato il 21 aprile (i natali di Roma: ma ormai anche Salvini si è convertito allo spirito nazionale e promette di cantare "La leggenda del Piave") che ha come difficile obbiettivo la federazione di tante piccole e media realtà politiche e  meta politiche del variegato mondo della destra per costruire una grande Italia.  La Lega Nazionale, sostiene Borghezio, non è l’ennesimo partitino presente nell’agone politico italiano, invece è un movimento polifonico complementare alla Lega Nord per l’indipendenza della Padania ed a Noi con Salvini, costola centro meridionale della Lega, dove gli uni possono discutere con gli altri.
Mario Borghezio dichiara alla stampa ed ai presenti di avere anche la benedizione politica del lìder maximo del Carroccio ed anche il programma dei lavoro prevede un intervento del segretario federale ma di Matteo Salvini non c’è alcuna traccia e dall’entourage trapela una certa freddezza verso l’ennesima iniziativa romana. La sala del Teatro Margherita è abbastanza piena. Nel parterre ci sono esponenti della fascisteria romana e non solo, precisa Borghezio che a sostegno della sua tesi cita la presenza dei socialisti nazionali di Rinascita e quella dell’ex europarlamentare dell’Italia dei Valori, Giulietto Chiesa.
Lo storico corrispondente da Mosca (prima L'Unità, poi La Stampa) nel corso del suo intervento ha sostenuto la necessità ed urgenza di uscire dalla Nato perché ci porterà alla guerra con la Russia. Giulietto Chiesa, da uomo libero, dialoga con tutti anche con la destra pur di evitare una terza guerra mondiale e clamorosamente afferma :”Alcune cose che dice Salvini mi trovano d’accordo".  Poi tocca all’europarlamentare Mario Borghezio che nel corso del suo intervento parla di una Roma offesa, stuprata e vilipesa che contrappone ad una Roma del lavoro, dell’onestà perché a Roma si mangia, si beve, si soffre più che in ogni altro posto del mondo. Segno evidente di come siano lontani i tempi in cui il padano Borghezio urlava urbi et orbi Roma Ladrona, la Lega non perdona.  Un intervento che ha toccato il cuore dei presenti che hanno tributato un’ovazione all’esponente leghista.  Clamorosamente suona l’inno nazionale russo. E’ un omaggio a Aleksandr Dughin, consigliere della Duma, che in perfetto italiano ringrazia la sala per l’accoglienza e se la ingrazia subito con una battuta: “Siamo tutti figli di Roma “. Ricordando e ringraziando i tanti italiani  che hanno appoggiato la Russia  contro le sanzioni imposte e totalmente ingiuste che castigano il popolo russo.

2 commenti:

  1. Veramente c'ero anche io tra gli invitati come ex parlamentare IdV e in rappresentanza di "Legalità per Roma" (www.giuseppevatinno.it) :)

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