sabato 7 marzo 2015

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Lo sceriffo Salvini: basta eccessi colposi di legittima difesa. Il giustiziere Stacchio: non in nome mio



di Giuseppe Parente
Matteo Salvini, nuovo leader dell'italica destra ed aspirante candidato premier ad eventuali primarie del centro destra, nel celebre comizio di sabato 28 febbraio ha illustrato, in pompa magna, il  decalogo del perfetto odiatore che a un certo punto recita" per noi non esiste eccesso di legittima difesa. Se entri in casa mia a piedi, devi sapere che puoi uscire steso. Applausi scoscianti da parte della folla, composta da leghisti della prima ora, di provenienza lombardo-veneta, di meridionali convertiti al verbo leghista  ed aderenti alla lista Noi con Salvini, vecchi missini, giovani nostalgici della destra di governo incarnata dalla fu Alleanza Nazionale e giovani aderenti all'associazione di promozione sociale Casa Pound.
L'eroe di questi giustizieri, in servizio permanente effettivo, si chiama Graziano Stacchio, di professione benzinaio, che lo scorso 3 febbraio, ha ucciso un rapinatore, di etnia rom.
Da quel giorno, questo onesto lavoratore, otre che ai propri tormenti interiori, ha dovuto subire molestie di numerosi elettori e militanti leghisti in calore, capitanati dal leader maximo Matteo Salvini di cui è stato costretto a subire l'abbraccio con relativo selfie, rilanciato immediatamente sui social network e pubblicato il giorno dopo sui principali quotidiani nazionali.
Eppure ascoltando, con la massima attenzione, le interviste rilasciate da Stacchio, tutto mi sembra tranne che uno spietato pistolero che tanto eccita il felpato Matteo. Anzi pronuncia parole davvero degne, piene di buon senso. Per esempio : "non sono un eroe né un modello da imitare, né tanto meno un simbolo". Lo dico subito: "la gente non deve sparare in mio nome, né in Veneto, né in Sicilia. Solo l'idea mi fa paura". Se i complici del rapinatore l'avessero lasciato, afferma Stacchio, lo avrei provato a salvare perché la vita vale più di tutto. .. Ora sarebbe fantastico che, nella prossima comparsata televisiva, Salvini indossasse una felpa  con su scritto :" la vita vale più di tutto" firmato Graziano Stacchio.
Vorrebbe dire che la grande lezione di civiltà, impartitaci dal benzinaio Stacchio è stata compresa davvero da tutti.

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