domenica 25 gennaio 2015

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Cremona, il giorno dopo. Il sindaco prometto lo sfratto del Dordoni, la sinistra perbene (Cgil, Arci, Anpi) condanna le violenze

The day after i violentissimi scontri tra forze dell'ordine e dimostranti antifascisti a Cremona è il giorno dello stupore, è il giorno dello sgomento. La sinistra "perbene" - che aveva promosso un sit in autonomo per non partecipare al corteo - prende unanimemente le distanze, precisa, condanna. Ecco in bell'ordine sindacato, associazione culturale, partigiani e supporter del sindaco che, ha sua volta, fa scattare la rappresaglia politica: visto lo strappo deciso dagli antifascisti, bisognerà rivedere le convenzioni con i centri sociali che, come il Dordoni, pagano un regolare pigione per l'affitto dei locali. Galimberti, informando i giornalisti delle decisioni della giunta straordinaria convocata stamattina per un bilancio degli scontri di ieri e delle iniziative da prendere, ha comunque precisato che le convenzioni erano scadute ... Intanto migliorano lievemente le condizioni di Emilio Visigalli, l'operaio militante del CS Dordoni finito in coma per una sprangata in testa durante gli scontri con CasaPound, domenica scorsa
CGIL – Condanna senza se e senza ma viene da Mimmo Palmieri, segretario generale della Cgil – Camera del Lavoro: “La violenza inaudita che si è scatenata oggi in città non ha niente a che vedere con l’antifascismo, da cui era nata la manifestazione. Una violenza che sconvolge tutta la città, una cosa indegna che ferisce le persone libere. Quello a cui abbiamo assistito – afferma Palmieri – non ha niente a che fare né con la politica, né con la logica, né con lo spirito di fratellanza. La Cgil ribadisce di essere contro ad ogni tipo di violenza”.
ARCI – “La manifestazione di oggi – si legge in una nota dell’Arci – che avrebbe dovuto dare voce a chi ha subito pochi giorni fa una aggressione fascista, è stata brutalmente interrotta da decine di violenti in assetto di guerra. L’eredità della lotta di Liberazione contro l’incubo del fascismo ci ha permesso di dare al Paese una prospettiva di pace e democrazia. Questa è la nostra scelta: contro la violenza e contro ogni violenza. Chi usa la violenza è contro di noi e contro la città ma non ci fa paura: il pacifismo e l’antifascismo vivono attraverso la forza delle nostre parole, la passione delle nostre musiche, l’allegria dei nostri colori”.
ANPI – “Purtroppo – afferma Mariella Laudadio a nome della presidenza dell’associazione partigiani –  è successo quanto temevamo: Cremona è diventata teatro di scontri e devastazioni e quella che doveva essere una manifestazione antifascista si è trasformata in guerriglia urbana. L’Anpi ha scelto fin da subito di non partecipare alla manifestazione perché convinta che altre siano le modalità di praticare l’antifascismo, e di praticarlo ogni giorno; nelle scuole, fra la gente, con le armi della cultura e dell’informazione. La solidarietà dell’Anpi va ai commercianti e a tutti i cittadini cremonesi, alle forze dell’ordine e all’amministrazione comunale che si sono adoperate nei giorni scorsi per evitare il peggio. Da parte nostra, come sempre, nessuna indulgenza per i violenti ma grande attenzione alle cause, più volte indicate, che diventano pretesto per gli estremismi più pericolosi”.
FARE NUOVA LA CITTA’ – “Con gli occhi pieni di rabbia – scrive l’associazione Fare Nuova la Città, nata dall’esperienza della lista civica del sindaco Galimberti –  abbiamo assistito allo sfregio della nostra città. Alcune centinaia di delinquenti, violenti professionisti, hanno datosfogo alla loro insensata violenza approfittando, come puro pretesto, dei gravi fatti di domenica scorsa in via Mantova. Soggetti organizzati, determinati, utilizzano qualsiasi occasione perattaccare le città che di volta in volta si trovano in mezzo, questavolta hanno usato Cremona come teatro della loro idiozia, impedendo ai cittadini,  non solo a chi voleva di partecipare ad una manifestazione che si voleva pacifica, ma anche a tutti noi di vivere liberamente ,com’è nostro diritto, la nostra città. Fare Nuova la Città condanna fermamente questi atti di teppismo stupido e insensato, tutti noi cittadini siamo stati violati nei nostri diritti. Siamo fortemente vicini alle forze dell’ordine che, con uno sforzo eccezionale e rischiando la propria incolumità personale, hanno dovuto far fronte ad una vera e propria guerriglia urbana, tanto da lasciare sul terreno diversi agenti feriti ai quali va tutta la nostra gratitudine e il nostro sostegno .Sosteniamo il lavoro di tutta l’Amministrazione e della Polizia Localeche insieme con le forze dell’ordine e le istituzioni preposte all’ordine pubblico hanno lavorato intensamente nei giorni scorsi perinformare e preparare la città e che ora si stanno impegnando perlimitare i danni di una manifestazione che nei fatti e nelle norme l’Amministrazione non può impedire. La violenza tutta, ancora di più quella di oggi, e coloro che la interpretano, sono alieni alla realtà sociale di Cremona, a quello che sentiamo e desideriamo noi cittadini.

2 commenti:

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  2. da " INFOAUT "
    Il corteo di ieri a Cremona è andato come doveva andare, con forse qualche sbavatura evitabile sul finale, ma nell'insieme puntuale e determinato nel ribadire le ragioni della sua convocazione. Questa è la risposta minima e necessaria che si deve mettere in campo ogni volta che la feccia fascista aggredisce un* compagn*. A tutt'oggi abbiamo ancora un caro compagno, Emilio, in ospedale, in condizioni critiche. Le chiacchiere stanno a zero! La sinistra più o meno radicale che non ha neanche aspettato la fine del corteo per chiedere alla polizia di identificare e punire i "150 facinorosi" che - a loro dire - avrebbero "rovinato il corteo",ce la dice lunga sulla brutta fine che questi onorevoli e politicanti (Sel) hanno fatto. Non basterà prendere un po' d'aria al Partenone per riallinearsi alle istanze e ai bisogni di una gioventù che ai quattro angoli dell'Europa si vede sottrarre prospettive e periodicamente insorge per affermare l'invivibilità di una società costruita contro di loro. A proposito, sarebbe interessante leggere nei comunicati di costoro anche un effettivo rendiconto di quanti antifascist* hanno portato in piazza oggi... I "facinorosi" erano qualche migliaia mentre loro non raggiungevano le due decine di simpatizzanti... e hanno coraggio di parlare!

    ieri questa piccola città di provincia ha visto sfilare diverse migliaia di compagni determinati a far pesare il proprio numero e la propria rabbia, per ribadire che non si può accettare di rischiare di morire solo perché alcune forze politiche utilizzano questa infima massa di manovra, speculando sulle classi subalterne colpite dalla crisi mentre altre, distratte a sinistra, pensano solo a continuare a fare soldi con la LegaCoop, sfruttando il lavoro in nero e precario degli immigrati. Troppe volte in questi anni un ceto politico di movimento impegnato a sopravvivere e a trovare qualche futura collocazione in consigli comunali o qualche posto come sottosegretario,ha accuratamente evitato che si dessero le giuste risposte ai troppi morti e feriti che abbiamo accumulato. I 7-8000 (o più) che oggi hanno attraversato le strade di Cremona sapevano fin troppo bene che questo era un momento d verità e dignità. O lasciavamo correre un'altra volta, con queste carogne assassine pronte a ringalluzzirsi per nuove e future prepotenze o rendevamo pan per focaccia con la sacrosanta forza dei numeri. Così è stato: questo corteo ha vissuto di questa convinzione e ha praticato i suoi obiettivi.

    La decisione di CasaPound di svuotare preventivamente la propria sede (coperta e suggerita dalla schifosa protezione della questura locale), un capetto locale che ha venduto il suo bar per paura di spiacevoli conseguenze, la sparizione fisica degli affiliati dell' "associazione di promozione sociale" dalle strade della città sono la prova del loro poco radicamento, della loro nulla leggittimità sociale, dell'incapacità di mettere in campo alcunché dopo quello che resta un vigliacco tentativo di omicidio. Ha voglia Iannone e il suo tirapiedi locale a fare la voce grossa e rivendicare l'arditezza dello scontro... La verità e che oggi i suoi camerati in piazza non c'erano e non avrebbero potuto esserci. Fin da domani mattina sarà nostro compito chiudergli ogni spazio e agibilità. Con buona pace della sinistra istituzionale e dei pompieri di sempre.

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